rotate-mobile
Corsi&Formazione

Sono un t1po: a Chieti il progetto di sensibilizzazione sul diabete infantile

Il progetto al Convitto Vico si avvale dell'utilizzo di due fumetti Disney vuol aiutare i bambini, gli insegnanti e le famiglie a comprendere meglio e a gestire il diabete nella quotidianità. Il dottor Tumini: "Oggi si propende troppo spesso per una alimentazione squilibrata, piena di proteine e grassi"

“L’inserimento scolastico del bambino con diabete passa attraverso la formazione del personale scolastico e la convinzione che il bambino con diabete non ha bisogno di misure di sostegno speciali bensì solo di una sorveglianza consapevole – afferma Laura Tamberi di AGD Italia - La gestione ordinaria del diabete – continua - oggi è resa molto semplice dalla tecnologia e le possibili anche se improbabili situazioni di emergenza possono essere gestite da personale anche non sanitario adeguatamente formato. Per cui questa iniziativa per noi è preziosissima. La parola chiave è “demedicalizzazione”: il bambino non va trattato come un malato, perché la sua patologia non richiede assolutamente la presenza di personale sanitario; altrimenti non si spiegherebbe come mai i genitori che non sono medici siano in grado di assistere i propri figli in condizioni di assoluta sicurezza. Ed è proprio per questo che l’insegnante ha il diritto di essere formato adeguatamente per poter svolgere il suo compito in condizioni di serenità e sicurezza.”

 “Per quanto riguarda l’assistenza medica, invece – gli fa eco il dottor Stefano Tumini responsabile del Servizio Regionale di Diabetologia Pediatrica presso la Clinica Pediatrica di Chieti – i bambini con il diabete vanno curati dai diabetologi pediatri, non dai diabetologi per adulti, ma semplicemente perché questi ultimi non possono conoscere a fondo i problemi relativi all’età evolutiva. Nel nostro centro ogni anno registriamo 30 nuovi casi, ma al di là della parte specialistica, lo sforzo terapeutico deve concentrarsi soprattutto sull’educazione, altrimenti una malattia che tocca tutti i momenti della vita familiare e dei contesti di socializzazione (in particolare la scuola) non può essere gestita adeguatamente. Fondamentale inoltre, è l’educazione nutrizionale che deve far riferimento alla dieta mediterranea, il cui apporto equilibrato di tutti i fattori nutritivi fa bene in generale, non solo ai pazienti con diabete. Purtroppo però, questo modo di mangiare sano e naturale oggi viene seguito sempre meno, perché si propende troppo spesso per una alimentazione squilibrata, piena di proteine e grassi.”

Anche la tecnologia oggi aiuta moltissimo nella gestione del diabete: “Esistono sensori sottocutanei che monitorano in modo continuativo e permettono di migliorare le glicemie e prevenire le situazioni di ipoglicemia migliorando la qualità di vita dei piccoli pazienti non solo in ambito familiare ma speriamo in un prossimo futuro anche in ambito scolastico.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sono un t1po: a Chieti il progetto di sensibilizzazione sul diabete infantile

ChietiToday è in caricamento