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Web marketing, "Sconcertante il ritardo delle aziende, solo il 16% ne fa uso”

All’università d’Annunzio presentati i dati della ricerca su “Web marketing e l’internazionalizzazione”. La Camera di commercio ha annunciato la IV edizione dell’Executive Master in web marketing

“Il web marketing è un’ineludibilità. Eppure è sconcertante rilevare che persino in molte grandi aziende ci sia ancora una totale mancanza di cultura in tal senso. Se si procede senza un approccio strategico e non si agisce subito, le imprese del nostro Paese non avranno la possibilità di cogliere le opportunità offerte dal digitale per la tenuta del proprio business e per rispondere alle sfide dell’internazionalizzazione dei mercati”. E' l’allarme lanciato dagli autori della ricerca, finanziata dall’Agenzia di Sviluppo di Chieti-Pescara “Il web marketing per l’internazionalizzazione” presentata all’università “s’annunzio”. A firmare la ricerca sono stati Walter D’Amario, docente di web marketing alla d’Annunzio; Paola Sabella, direttore dell’Agenzia Sviluppo Chieti; Giovanni Marcantonio, project manager enterprise Europa Network dell’Agenzia di Sviluppo di Chieti-Pescara.

La metà delle aziende campione dell’indagine dichiara di ritenere gli strumenti del web marketing ineludibili ma solo il 16% delle imprese utilizza il web marketing e a malapena la metà di queste dichiara di fare pianificazione. Per quanto riguarda la pubblicità online, il 12% dichiara di farne uso e per queste lo strumento più utilizzato sono le inserzioni pubblicitarie sui social media, seguono le campagne pubblicitarie sui siti online. La formazione sui temi del web è stata svolta solo dall’11% delle aziende. Dai dati emerge che una parte minima di aziende ha compreso che il digital marketing è uno strumento di cui non possono fare a meno. Infatti, fanno attività web attraverso consulenti esterni o personale interno, ma purtroppo i risultati non sono quelli sperati. Tutto perché non si ha una piena consapevolezza degli strumenti, ma soprattutto perché manca una chiara pianificazione degli stessi nell’ottica degli obiettivi da raggiungere. Questo non accade solo nelle piccole e media imprese, ma anche nelle grandi.

“La ricerca ha avuto l’obiettivo di fotografare l’uso qualitativo e quantitativo che le imprese abruzzesi fanno del web marketing. L’obiettivo è quello di comprendere le criticità e pianificare le azioni correttive” ha precisato la dottoressa Paola Sabella.

 “Manca nelle imprese un approccio strategico nell’uso del web marketing, troppe aziende credono ancora che il digital non sia una necessità e troppi sono coloro i quali si spacciano per esperti del settore, creando false aspettative e promesse irraggiungibili” ha invece sottolineato il prof. D’Amario.

Il 50% delle aziende oggetto della ricerca dichiara di non ritenere il web utile al proprio business. “È un errore, basti pensare che se un’azienda non è presente online Google Maps non la rileva nelle ricerche. Dunque, persino nella semplice ricerca dell’indirizzo il potenziale cliente non è in grado di ottenere informazioni. Non si può più prescindere dall’essere online anche semplicemente per essere raggiungibili”. Il docente punta inoltre il dito contro la marea di “inesperti digitali” che “non fanno bene all’economia del Paese e contribuiscono a confondere le aziende e/o addirittura a creare un clima di sfiducia. L'inviot è ad investire nella formazione di qualità. “La non conoscenza – ha concluso D’Amario – ancor prima delle risorse economiche necessarie agli investimenti è alla base di progetti web che possano consentire di raggiungere gli obiettivi prefissati”.

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