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Al via il Master per infermiere di comunità

Della durata di 1.500 ore, il master si svolgerà presso il Nuovo Polo didattico del Campus Universitario e le Asl di Lanciano Vasto Chieti e Pescara

La Asl Lanciano Vasto Chieti e l’uUniversità “d’Annunzio” di Chieti-Pescara promuovono il Master in “Infermieristica di comunità”, nato dalla sinergia fra  l’Azienda sanitaria della provincia di Chieti e l’ateneo . 

Un anno la durata e 60 i crediti formativi in dote. L’intero modulo, articolato in attività didattica frontale e tirocinio, avrà una durata di 1.500 ore, e si svolgerà presso il Nuovo Polo didattico del Campus Universitario, e le Asl di Lanciano Vasto Chieti e Pescara. L’obiettivo è formare professionisti in grado di assicurare la continuità assistenziale a livello territoriale, con la presa in carico della persona affetta da patologia cronico-degenerativa. Tale categoria di pazienti, infatti, esprime una domanda di salute complessa, che necessita di una presa in carico globale e integrazione multiprofessionale. Il Master, dunque, ha come obiettivo formare infermieri che sappiano  realizzare un’assistenza centrata sui bisogni di salute del paziente, e gestire l’intero percorso in integrazione con le diverse professionalità coinvolte.

Spiega la Asl in una nota: "In provincia di Chieti si sperimenta da qualche tempo il nuovo modello di assistenza territoriale che introduce un cambio radicale nell'approccio con i pazienti affetti da patologie croniche e, in generale, con i soggetti fragili, secondo gli orientamenti della medicina d'iniziativa. Che comporta la presa in carico completa e proattiva delle cronicità e delle fragilità, individuate incrociando dati e informazioni a disposizione della Asl (consumo di farmaci, ricoveri in ospedale, prestazioni specialistiche per ciascun assistito). Sulla base di queste informazioni sono, quindi, gli infermieri e i medici della Asl, oltre ai medici di medicina generale, a contattare il paziente e a programmare insieme allo stesso un percorso diagnostico e terapeutico, senza aspettare che sia l’utente a recarsi negli ambulatori attivi sul territorio. Questo sistema permette di assumere la gestione diretta di una fascia di popolazione, anticipandone i bisogni. Diabete, bronco-pneumopatie, scompenso cardiaco e tumori: queste le patologie croniche che disegnano l'area della fragilità, differenziata in base al livello di rischio e di autosufficienza del paziente". 

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