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La banda della Uno bianca: alla d'Annunzio l'incontro con i protagonisti della cattura

A distanza di 24 anni dall'arresto dei fratelli Savi, per la prima volta in una università italiana, il magistrato Paci e i poliziotti Baglioni e Costanza incontrano gli studenti di criminologia e la cittadinanza

I protagonisti che misero fine alle stragi della “Banda della Uno Bianca”, arrivando all'arresto dei fratelli Savi e di tutti gli altri componenti dell'organizzazione, per la prima volta in Abruzzo in un'università.

Si terrà mercoledì 14 marzo alle ore 15 all'auditorium del Rettorato del campus di Chieti l'incontro, aperto al pubblico, che punta soprattutto a sensibilizzare le nuove generazioni su quello che possiamo considerare uno dei crimini più oscuri ed efferati della storia del nostro paese, dalla Seconda Repubblica ad oggi.

L'incontro sarà moderato dal professor Canzano, dalla professoressa Scardaccione e dalla dorttoressa Buffignani. In via del tutto eccezionale interverranno il sostituto procuratore  Daniele Paci, il sostituto commissario Luciano Baglioni anche vicedirigente della Squadra Mobile di Rimini e il sovrintendente capo Pietro Costanza, ora in pensione ma al tempo in forza alla Questura di Rimini.

Con l'occasione verrà riproposto e presentato il libro "Baglioni e Costanza la vera storia della Uno Bianca" curato da Marco Melega per la Mandragola Editrice.

L'incontro è nato da un'idea della dottoressa Micaela Buffignani con il supporto del professor Antonello Canzano e di tutto il Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali dell'università d'Annunzio di Chieti,


La Banda della Uno Bianca

Ha portato a segno 103 azioni criminali dal 1987 al 1994 uccidendo 24 persone e ferendone 102, accumulando un bottino di circa 2 miliardi di lire. Un fenomeno che per molti aspetti resta unico nella storia Italiana e non solo, perché a condurre le operazioni è stato proprio un commando formato, per la maggior parte, da funzionari in servizio alla Polizia di Stato. Il nome dei fratelli Savi resterà inciso nella memoria nera del nostro paese: Roberto e Alberto in servizio alle Questure rispettivamente di Bologna e Rimini e poi Fabio, il lungo, il fratello non poliziotto. E a questi si aggiungono anche i nomi dei poliziotti Pietro Gugliotta, Marino Occhipinti e Luca Vallicelli che hanno operato nella banda in circostanze occasionali. Azioni efferate insomma, per la maggior parte rapine a supermercati, banche, pompe di benzine ma anche delitti senza apparenti motivazioni come, ricordiamo tra tante, la strage avvenuta il
4 Gennaio 1991 al quartiere Pilastro di Bologna dove a perdere la vita furono 3 giovanissimicarabinieri di pattuglia.

La scia di terrore si concluse il 24 novembre del 1994 e oggi, all'università di Chieti, avremo la possibilità di ascoltare dalla loro voce quello che accadde in quegli anni.

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