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Coronavirus, Unimpresa: "Per aziende e partite iva bruciati 320 miliardi di euro"

Nel 2020 in Abruzzo si è avuto un calo del 6,4% complessivo di fatturato

La pandemia Covid e la conseguente interruzione delle attività economiche ha generato circa 320 miliardi di euro di perdita complessiva di fatturato per le aziende e le partite Iva in Italia, nell'arco del 2020.

Questi i dati di una analisi del Centro studi di Unimpresa, secondo la quale le aziende (grandi, medie e piccole) hanno perso 312,1 miliardi (-11,8%), mentre partite Iva e autonomi hanno incassato 7,4 miliardi in meno (-5,9%).

Quanto ai settori, il calo maggiore si è registrato per alberghi, bar e ristoranti (-40,3%), mentre è stato del 27,1% per il comparto dell'intrattenimento e dello sport. In controtendenza, invece, sia il settore informazione e comunicazione (+1,6%) sia quello dell'agricoltura (+1,8%). A livello territoriale, è la Sardegna, in termini percentuali, ad aver avuto l'impatto più forte sulla sua economia (-25,2%), seguita da Friuli-Venezia Giulia (-20,3%), Valle d'Aosta (-17,4%) e Lazio (-16,3%). In doppia cifra negativa anche la Liguria (-14,7%), il Piemonte (-14,3%), le Marche (-13,7%), la Lombardia (-12,7%), la Toscana (-10,2%), il Veneto (-10,2%) e l'Emilia-Romagna (-10,0%). L'analisi geografica, poi, vede altre 10 regioni e province autonome, tutte con segno negativo, ma con contrazioni delle attività economiche meno accentuate rispetto al resto del Paese: Umbria (-9,5%), Trento (-7,8%), Abruzzo (-6,4%), Bolzano (-5,2%), Puglia (-5,0%), Campania (-4,8%), Sicilia (-4,7%), Molise (-4,5%), Calabria (-3,9%), Basilicata (-1,7%). La media del calo di fatturato in Italia è pari al 7,2%.

"È una fotografia, la nostra, di una devastazione economica che nasconde, peraltro, un dramma sociale difficilmente calcolabile, almeno nell'immediato. Da parte del governo di Mario Draghi, al quale comunque abbiamo dato il nostro appoggio, serve uno sforzo più incisivo per far fronte ai danni e ai disastri cagionati dai vari lockdown: il decreto Sostegni varato ieri è insufficiente, servono risorse aggiuntive e, soprattutto, occorre far ripartire il Paese al più presto, coi lockdown più o meno mascherati non andiamo lontano", commenta il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora.

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