Trasporto pubblico, i sindacati alla Regione: "Servono risposte immediate, Tua non è all'altezza"

Le sigle sindacali dei trasporti Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil e Faisa Cisal chiedono alla Regione di organizzare la ripresa post emergenza Coronavirus

La ripresa economica traporto pubblico locale in relazione all'emergenza sanitaria ed economica. Questo il tema affrontato dai sindacati dei trasporti: Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil e Faisa Cisal che alla luce delle "conseguenze drammatiche della pandemia causata dal Covid 19"  chiedono "risposte certe ed immediate per la tutela della salute dei cittadini e per la ripresa, seppur graduale, della produzione e delle attività commerciali".

Per i sindacati “la tenuta del tessuto industriale e produttivo regionale, nonché la ripresa di una socialità ad oggi necessariamente negata, dipendono soprattutto dalla capacità del trasporto pubblico locale di adeguarsi alle inevitabili mutate esigenze, mettendosi al servizio e non in antitesi con le stesse”.

Le sigle sindacali per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori sottlineano il ruolo dei protocolli aziendali condivisi per ridurre al minimo il rischio di contagio.

“L’inserimento all’interno del Dpcm  che norma la cosiddetta Fase 2, del 'Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione da Covid 19 nei settori dei trasporti e della logistica' del 20 Marzo, sottoscritto dal ministero e tutte le parti sociali del settore – proseguono i sindacati - evidenzia come il ruolo dei comitati aziendali diventi fondamentale per la ripresa, sia in termini prescrittivi che sanzionatori. In questo ambito si è finalmente chiarita la non responsabilità dei lavoratori verso il rispetto delle norme di sicurezza da parte dei viaggiatori, e questo aspetto acuisce ancor di più l’urgenza di chiarezza e di iniziativa”.

Per riuscire a vincere la sfida i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil e Faisa Cisal Abruzzo ritengono imprescindibili i seguenti punti:

la Regione Abruzzo riprenda il ruolo di Ente programmatore e faccia da mediatore per il contemperamento delle diverse peculiarità. Non è infatti accettabile che tale responsabilità venga demandata nei fatti alla Società regionale di trasporto Tua, peraltro dimostratasi ampiamente non all’altezza; vengano autorizzati al trasporto pubblico delle persone solo quelle Aziende che abbiano sottoscritto con le parti sociali i protocolli per la tutela della salute dei propri dipendenti; si attivi un confronto permanente tra Regione, imprese e sindacati di settore basato sulla condivisione di obiettivi e priorità, evitando che il formalismo evanescente si sostituisca al confronto critico ma costruttivo; si riprenda la necessaria visione di sistema del Tpl, andando a realizzare pienamente quell’integrazione ferro-gomma quanto mai necessaria nella prospettiva di un trasporto non più caratterizzato dai parametri orari di “punta” e di “morbida”.

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