Violazioni nelle mense ospedaliere, l'Usb punta il dito contro le direzioni Asl che non vigilano sugli appalti

L'ultima ispezione dei carabinieri del Nas ha fatto emergere problemi in 13 strutture su 14 controllate: monta la rabbia del sindacato, che da tempo solleva dubbi sulle mense

Dopo l'ispezione nelle mense ospedaliere da parte dei carabinieri del Nas, che hanno riscontrato violazioni in 13 strutture su 14, di cui 4 in provincia di Chieti, l'Unione sindacale di base punta il dito contro "gli appalti e i direttori generali che non controllano". 

Da tempo, come ricostruisce il responsabile confederale Usb Abruzzo, Luigi Iasci, il sindacato solleva il problema delle mense che servono gli ospedali, in particolare nella Asl Lanciano Vasto Chieti. 

Il 23 marzo 2018, l'organizzazione sindacale scrisse alla direzione generale per segnalare "con dovizia di particolari le innumerevoli irregolarità nel rispetto del capitolato d'appalto per l'affidamento del servizio di mensa e pulizie. Qualche mese dopo, le stesse segnalazioni sono state consegnate agli uffici dello Spsal, il Servizio di prevenzione di salute sugli ambienti di lavoro. Inoltre, sempre attraverso pec, che ci permettono di ricostruire la catena delle responsabilità, sono stati coinvolti anche i dirigenti Asl che si occupano di controllare la regolarità dei contratti di servizi e forniture", ricorda Iasci.

Ma le cose, denuncia l'Usb, non sono cambiate, "se non il peggioramento delle condizioni di lavoro del personale dipendente delle ditte in appalto, come abbiamo più volte sottolineato, e un evidente peggioramento del servizio rivolto all'utenza come riscontrato dai Nas. Negli ospedali vengono ospitati i nostri parenti che necessitano di cure, persone fragili o che avrebbero bisogno della migliore assistenza possibile. Invece, su di loro sono stati compiuti atti vili come quelli dimostrati dai Nas". 

Per l'Usb, affidare la gestione delle mense ospedaliere a ditte esterne, anziché far risparmiare le Asl e migliorare il servizio, avrebbe determinato il contrario. 

"Il risultato - commenta ancora Iasci - non sarebbe stato più chiaro di quello che ci ha mostrato l'indagine dei Nas: su 14 strutture controllate, 13 risultano non rispettare i capitolati d'appalto. Questo significa che le decine di milioni di euro che abbiamo consegnato nelle tasche delle ditte che gestiscono l'appalto sono state utilizzate per fare cose diverse da quelle scritte nelle regole dell'appalto. Cercare di ridurre i costi per aumentare i profitti tagliando su personale e qualità dei servizi, per di più usufruendo dei soldi pubblici, è vergognoso. Se questo avviene nelle strutture pubbliche lo è ancora di più, poiché vengono pagati i dirigenti anche per controllare il rispetto dei capitolati d'appalto. Evidentemente, questi controlli non sono mai avvenuti da parte delle dirigenze venendo meno alla loro funzione e di fatto, non garantendo la qualità delle cure ai pazienti". 

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Per questo l'Usb si rivolge ai direttori generali delle aziende sanitarie abruzzesi e all'assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì: "Quanti anni dobbiamo aspettare per sollevare dal loro incarico i responsabili incapaci di gestire la situazione venuta alla luce grazie all'intervento dei Nas? Perché ci ostiniamo ad affidare all'esterno i servizi di mensa e pulizia quando potrebbero venir applicate delle soluzioni per gestire direttamente attraverso la Asl tali servizi impedendo che i controlli siano così superficiali? Speriamo di non dover aspettare nuovamente due anni per queste risposte e che non siano le indagini dei Nas a dirci quanto è inadeguata la classe dirigente delle nostre Asl".

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