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Consumo di suolo: triste primato in Abruzzo, Chieti tra i comuni più cementificati

Ben il 20% di superficie di suolo consumata, ovvero ricoperta in maniera artificiale. Il consumo di suolo prosegue a livelli preoccupanti

Aumenta lo spreco di suolo in tutta Italia e l’Abruzzo si conferma la regione dove l’incremento registrato è maggiore.  Lo dicono i dati del Rapporto Ispra 2019.

La regione è maglia nera in Italia per percentuale di aumento di suolo consumato tra il 2017 e il 2018 rispetto al suolo totale già consumato. In termini di incremento percentuale rispetto alla superficie artificiale dell’anno precedente, l’Ispra infatti evidenzia che i valori più elevati sono in Abruzzo (+0,51%), Basilicata (+0,47%) Veneto (+0,41%) e Friuli-Venezia Giulia (+0,34%).

Per quanto riguarda la percentuale di suolo complessivo coperto da strade, edifici, fabbriche o occupato da cantieri al 2018, in Abruzzo ben 38 di essi supera il 10%.  Di questi 11 addirittura il 20%: Chieti si attesta al 20%, Pescara svetta con un 51,3%. Seguono altri comuni costieri come Montesilvano (33,4%), Martinsicuro (33,3%), San Salvo (32,3%) e Alba Adriatica (con il 30,9%) e, altro comune non costiero come Chieti, San Giovanni teatino (28,9%). A parte altri comuni della conurbazione costiera, in questo gruppo di 38 comuni oltre il 10%, tre aree non costiere compaiono con alte percentuali: la Val Vibrata (con Nereto, Sant'Egidio, Colonnella, Corropoli), l'hinterland pescarese e la Val Pescara (con Cappelle sul Tavo, Cepagatti, Torre de' Passeri, Spoltore e Scafa) e quelli della Frentania (con Treglio, Lanciano, Santa Maria Imbaro, Mozzagrogna).

ispra 2019-2

Nell'Abruzzo interno spiccano Avezzano (13,3%), San Benedetto dei Marsi (11,2%) e Sulmona (11,2%). Per quanto riguarda l'incremento assoluto in ettari tra il 2017 e il 2018, L'Aquila è in testa con quasi 29 ettari (sul dato va considerata la questione della ricostruzione), seguita da Carsoli (11,9 ettari consumati) e Avezzano (con 9,3). Come rileva l'Ispra, anche nelle aree protette si continua a consumare suolo. Infatti in Abruzzo vediamo che comuni importanti dei parchi nazionali come Pescocostanzo e Pescasseroli hanno consumato oltre 1 ettaro ciascuno tra il 2017 e il 2018.

“Riteniamo che questi dati debbano far riflettere attentamente tutta la comunità a partire dagli amministratori – commenta il Forum H20-  in Abruzzo si continua a parlare di nuove grandi strade, invece di riparare quelle esistenti che versano in uno stato pietoso. Lo stesso Ministero dell'ambiente  approva a Sulmona la centrale Snam di Case Pente che dovrebbe coprire con cemento e impianti per ettari e ettari un'area meravigliosa sotto l'aspetto paesaggistico alle porte del Parco della Majella. In comitato Via regionale arrivano in continuazione progetti di cave che vengono esaminati e approvati nonostante l'Abruzzo stia aspettando il Piano cave da decenni. Ci sono progetti da decine di milioni di euro di fondi pubblici per sbancare addirittura 17 ettari di preziosissime zone vergini in alta quota nel Parco del Sirente. Insomma, tanti proclami ma i fatti vanno nella direzione opposta quando servirebbero provvedimenti chiari obbligando non solo al consumo di suolo zero nei Piani regolatori con il riuso delle decine di ettari coperti da capannoni abbandonati ma anche alla rinaturalizzazione di aree oggi devastate”.
 

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