Economia

Anche Confindustria dice no al deposito gpl di Ortona

Secondo chi si è impegnato per la realizzazione della Z.E.S., si tratta di un intervento invasivo che vanificherebbe tutti gli sforzi fatti in questi anni per rendere fruibili i porti di Ortona e Vasto

Un secco no alla realizzazione del deposito gpl di 25mila metri cubi di potenziale sul porto di Ortona arriva dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni datoriali della regione impegnate in questi anni alla realizzazione della Zona Economica Speciale per l’Abruzzo (ZES) e alla realizzazione del corridoio trasversale Tirreno- Adriatico, dove la centralità del Porto di Ortona è strategica per il futuro sviluppo economico ed industriale del Centro Italia.

“Mai come adesso – spiegano da Confindustria - è fondamentale chiudere grandi opere infrastrutturali sulle quali si discute da troppi anni, a cominciare dalla rete ferroviaria alta velocità ed alta capacità Roma-Pescara, già inserito sul piano nazionale delle grandi infrastrutture e un intervento così invasivo vanificherebbe tutti gli sforzi fatti in questi anni per rendere fruibili i porti di Ortona e Vasto ad uno sviluppo del Centro Italia verso l’area Balcanica e verso il Basso Mediterraneo”.

Gli studi specialistici effettuati sull’impianto di gpl da realizzare sul porto di Ortona dimostrano criticità inevitabili che verrebbero a manifestarsi, a cominciare dai rischi connessi al prodotto stoccato e al trasporto dello stesso prodotto. 

Le organizzazioni si aspettano che questo capitolo si chiuda definitivamente “perché la Regione Abruzzo, l’Autorità Portuale ed il Ministero dello Sviluppo Economico si concentrino sulla nomina del comitato di indirizzo e del commissario della ZES che da troppo tempo resta ancora non operativa”.
 

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