Economia

Confindustria Chieti sul caso di Iniziative industriali

La chiusura dello stabilimento di Ortona di Iniziative Industriali (azienda del gruppo Cosmi che da decenni opera nel settore idrocarburi) conferma l'allarme lanciato da Confindustria Chieti sul rischio di perdita di imprese e lavoro

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

La chiusura dello stabilimento di Ortona di Iniziative Industriali (azienda del gruppo Cosmi che da decenni opera nel settore idrocarburi) conferma purtroppo che l'allarme lanciato da Confindustria Chieti sul rischio di perdita di imprese e lavoro, a causa della costante azione di contrasto a qualunque tipo di progetto nel settore energetico, e degli idrocarburi in particolare, era supportato da ragioni inoppugnabili e forse purtroppo non si è ancora esaurito.

L'abbandono del sito di Ortona da parte dell'ENI, la chiusura della Expro prima della Iniziative, la riduzione silenziosa ma costante di personale in decine di piccole imprese dell'indotto petrolifero, sono stati i segnali, ormai irreversibili, che la rinuncia a uno sviluppo delle produzioni energetiche, senza pregiudizi per la tutela del territorio, porta crisi e disoccupazione.

“L'area di Ortona – commenta il Presidente Paolo Primavera -  su cui si concentrano molte imprese della filiera idrocarburi anche di livello mondiale,  - a tal proposito è motivo di grandissimo orgoglio il recente appalto aggiudicato alla Micoperi per il recupero della Costa Concordia - è colpita ulteriormente e duramente dalla chiusura dello stabilimento Iniziative Industriali e ad oggi non sembra in grado di offrire alternative occupazionali altrettanto sicure e soddisfacenti in altri ambiti produttivi, quali il turismo e l'agricoltura". 

Imprese e lavoratori sapranno chi ringraziare per questo stato di cose!

Una politica inadeguata ed incapace, che cavalca l’onda del facile consenso, che si esprime attraverso comitati e gruppi di pressione, e non guarda oltre l'immediato riferimento elettorale, sta  distruggendo un tessuto di imprese che negli anni ha dimostrato di avere altissima capacità tecnologica, qualità, rispetto di ambiente e sicurezza, ed ha alimentato in modo decisivo le attività del Porto di Ortona.

A cosa servirà investire ancora risorse sul Porto stesso senza una presenza industriale in grado di alimentarne le attività? Quale futuro avrà l'area industriale di Ortona e le maestranze altamente qualificate che vi operano? 

Confindustria Chieti continuerà la sua battaglia a sostegno delle imprese, dello sviluppo di tutti i settori economici, per la difesa dei progetti di investimento che possano portare lavoro, ricchezza e sviluppo senza intaccare la qualità della vita e dell'ambiente.

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