Economia

Confindustria: "Chi opera a Punta Penna rispetta le norme vigenti"

Confindustria Chieti e AssoVasto rispondono al comunicato stampa diramato da Wwf e Arci

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Ad un tavolo di confronto si partecipa con reciproco rispetto, nella forma e nella sostanza, con lealtà e con la dovuta onestà intellettuale. Almeno questa è la filosofia che contraddistingue l’operato di Confindustria Chieti e Assovasto che, in linea con questi principi, hanno inteso accogliere l’invito rivolto dal sindaco di Vasto per giungere alla sottoscrizione di un “patto” che favorisca una piena convivenza tra la zona industriale e le aree protette di Punta Penna. Così come è in questa ottica la stesura del comunicato stampa diramato, più di due settimane fa, con cui plaudivamo all’iniziativa dell’Amministrazione e annunciavamo la nostra piena disponibilità, compresa quella di contribuire all’acquisto di una centralina di monitoraggio della qualità dell’aria e spazzare via ogni infondato allarmismo. Questa è, d’altronde, la responsabilità sociale che da sempre contraddistingue il mondo imprenditoriale di cui siamo espressione. Quella vastese è una realtà produttiva sana che, negli anni, si è sempre caratterizzata per l’alto profilo delle maestranze, dei dirigenti e delle proprietà. Gli speculatori di basso profilo sono sicuramente altrove.

Ci spiace notare che non la pensano così l’Arci e il WWF. Di sicuro il loro atteggiamento, condito di sospetti e di processi alle intenzioni, produce solo un clima avvelenato che, in questo momento, non favorisce il necessario colloquio tra le parti.

Il comunicato, diramato dalle due associazioni, sicuramente rappresenta un passo indietro, rispetto l’esito della riunione dell’altro giorno. Un atteggiamento contraddittorio che, ci spiace constatare, in massima parte cancella e sconfessa le finalità e gli obiettivi enunciati dal sindaco di Vasto.

Le aziende italiane e quindi anche quelle che operano nella zona industriale di Punta Penna sono rispettose di tutte le Leggi e sono sottoposte a tutte le verifiche che vengono predisposte e effettuate dai deputati e competenti organi di controllo. Ogni forma di terrorismo psicologico sarà rinviata al mittente. Wwf e Arci ben sanno che le aziende con l’obbligo di monitorare, in continuo, le emissioni in atmosfera sono quelle indicate dal Decreto legislativo 152, del 2006, e che si riferiscono a: grandi impianti di combustione, impianti di incenerimento e coincenerimento, raffinerie, impianti che hanno emissioni con flusso di massa di solventi in uscita maggiori di 10 kg/h,  impianti termici sopra i 6 MW, impianti per il recupero, anche energetico, dei rifiuti (DM 05/08/98, DM 20/09/02) e, infine,  impianti che trattano rifiuti e combustibili derivati da rifiuti ammessi a beneficiare del regime previsto per le fonti rinnovabili DM 05/06/06). In ultima analisi, se in conferenza di servizi, per l'autorizzazione AIA, si ravvisano particolari condizioni che vanno motivate, la commissione può richiedere il controllo continuo di uno o più inquinanti.

Chi opera nell’area industriale di Punta Penna è consapevole del valore del territorio e si attiene, scrupolosamente, al rispetto di tutte le normative vigenti nella zona industriale e in particolare del Piano di assetto naturalistico. Ma è altrettanto vero che, per le aziende insediate e da insediare, dal rispetto delle regole scaturiscono pieni e in condizionabili diritti che non possono essere messi in discussione dall’Arci o dal Wwf.

Infine, smentiamo categoricamente eventuali posizioni contraddittorie tra le componenti di Confindustria, in merito alla rappresentanza in seno al Comitato di Gestione della Riserva. Alla riunione a cui noi abbiamo partecipato non si è entrati nel merito dell’argomento, Ma forse Arci e Wwf, più che ascoltare e contribuire in maniera fattiva, erano troppo impegnati a inseguire i loro reconditi pensieri. Mentre ben vengano atteggiamenti positivi come enunciati dal documento diffuso da Altre Associazioni più propositive.

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