Confcommercio Chieti lancia l’allarme: “Il Covid spinge l’usura”

Sul tema della legalità è intervenuta la presidente Marisa Tiberio che denuncia il "pericolo concreto di infiltrazioni mafiose in Abruzzo"

“La crisi economica provocata dal Covid, che sta mettendo a dura prova il mondo imprenditoriale, rischia di favorire lo sviluppo di fenomeni criminali". Le parole del presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli, suonano come un campanello d’allarme anche per il Chietino dove l’usura potrebbe trovare campo fertile tra le imprese piegate dalla crisi innescata dalla pandemia Covid.

Emblematici, in tal senso, i dati resi noti da Confcommercio che ha effettuato un’analisi accurata sulla percezione dell’usura tra le aziende nel periodo compreso tra aprile e fino ai giorni nostri. I numeri sono impietosi e dicono che le imprese del commercio al dettaglio, dell’abbigliamento, della ristorazione e quelle del comparto turistico, intese come strutture ricettive e balneari, hanno dovuto fare i conti con una riduzione del volume d’affari (37,5%), con la mancanza di liquidità e con le difficoltà di accesso al credito (36,9%), con la gestione delle procedure per adeguarsi alle nuove norme sanitarie (13,5%), e con le problematiche connesse agli adempimenti burocratici (12,1%).

Per questi motivi Confcommercio Chieti denuncia il "pericolo concreto di infiltrazioni mafiose in Abruzzo che minacciano il futuro delle nostre imprese di tutti i settori produttivi" - e si dice pronta a - "replicare sul territorio provinciale il protocollo nazionale a firma di Confcommercio e del Ministero dell’Interno tramite il prefetto con il quale è iniziata una proficua interlocuzione".

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Sul tema della legalità è intervenuta la presidente di Confcommercio Chieti, Marisa Tiberio. “Con la crisi economica che ha già investito il nostro Paese e la nostra provincia per effetto di questa pandemia, stiamo assistendo ad un aumento del tasso di disoccupazione, ad un repentino deterioramento dei redditi anche di privati ed alla conseguente crescita - afferma Tiberio - dei cosiddetti crediti problematici. L’indebitamento va attenzionato non solo per le imprese ma anche per i nuclei familiari. Bisogna lavorare affinché si possa consentire ai debitori una ripartenza- aggiunge Tiberio- anche se non tutti i debiti pregressi sono stati pagati e per una maggiore responsabilizzazione dei finanziatori nel caso di concessione imprudente del credito. Occorre muoversi in fretta in vista di un autunno e di un inverno che si annunciano pieni di insidie economiche e sanitarie".

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