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Pugno duro sui morosi delle mense scolastiche, ma il Comune di Lanciano attende ancora 55mila euro

Per l'ultimo anno scolastico sono già stati recuperati 28mila euro, ma ne mancano 30mila. L'ufficio legale sta provvedendo a sollecitare chi non paga da anni

Recuperati 28mila euro di crediti del Comune di Lanciano per quote del servizio mensa non pagate. Un risultato, non ancora definitivo, reso possibile dall'avvio, nel mese di aprile, di una puntuale verifica dello stato dei pagamenti delle famiglie.

La rendicontazione ha riguardato le posizioni dei 1.830 iscritti al servizio mensa, per il periodo compreso tra settembre 2016 febbraio 2017: di questi, 180 circa sono risultati debitori di cifre consistenti, alcuni anche di qualche migliaio di euro. Ad aprile l'amministrazione ha inviato la prima tranche di inviti a regolare la propria posizione a 128 utenti per un totale di circa 42mila euro di credito. Per questa prima tranche hanno saldato 80 utenze, per un totale di 28mila euro. 

Restano da regolarizzare 48 utenze, per un totale di 13mila 300 euro da riscuotere. La seconda tranche di inviti è stata avviata il 25 maggio scorso, rivolta a 56 utenti, per un recupero di circa 17mila euro.

"Attendiamo fiduciosi - dicono il sindaco Mario Pupillo e l'assessore all'Istruzione Giacinto Verna - che chi è stato raggiunto dagli inviti regolarizzerà quanto prima la propria posizione, confidando nella collaborazione della cittadinanza interessata”.

Il Comune, però, attende ancora 55mila euro da circa 90 utenze che hanno ricevuto il sollecito dall'avvocatura comunale, per somme dovute per gli anni scolastici 2014/2015 e 2015/2016.

"In questo elenco - precisano sindaco e assessore - ci sono 43 utenze, raggiunte da un sollecito già il 6 giugno 2015, che hanno maturato debiti anche per l'attuale anno scolastico di 15mila euro da settembre a febbraio. Una situazione la cui gravità non ci sfugge e cui intendiamo porre rimedio, non potendo e non volendo tollerare che ci siano persone che usufruiscono dei servizi pubblici senza dare il contributo previsto. Per questa ragione abbiamo dato mandato all'ufficio legale, esclusivamente per quanto riguarda gli utenti morosi da 3 anni, di procedere con gli opportuni atti previsti dalla legge a tutela della collettività. Va sottolineato - spiegano - che queste situazioni di debito, anche di alcune migliaia di euro, non sono riconducibili a motivi di reddito: come noto, il servizio di ristorazione scolastica è a domanda individuale e si contribuisce a seconda del proprio reddito tramite la presentazione dell'Isee. La maggior parte della tariffa è pagata dal Comune, e quindi da tutti i contribuenti: per questo motivo procederemo su questa strada, lo ribadiamo, a tutela della collettività”.

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