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«Città spenta senza luci e colori delle nostre vetrine», il grido d'allarme dei commercianti di Francavilla [FOTO]

L'assessore Luisa Russo si è fatta portavoce dei commercianti con una lettera al presidente della giunta regionale Marco Marsilio per chiedere il ritorno nella zona arancione e la riapertura dei negozi

«Così sarebbero le nostre città senza le luci e i colori delle nostre vetrine».
Questo il messaggio contenuto in un cartello affisso in diversi negozi di Francavilla al Mare con il quale i commercianti lanciano un grido d'allarme.

Gli esercenti sono ormai fiaccati da un anno di apri e chiudi, di restrizioni e dall'ultimo mese passato con maggiori restrizioni rispetto alla zona arancione nella quale rientra l'Abruzzo.

L'appello è stato raccolto da Luisa Russo, assessore al Commercio, che insieme al sindaco Antonio Luciani, ha scritto una lettera al presidente della giunta regionale, Marco Marsilio. La Russo, inviando alcune fotografie delle attività commerciali con le vetrine vuote e spente, spiega come si tratti di un' iniziativa promossa da numerosi commercianti di Francavilla per manifestare contro la decisione regionale che impone la chiusura del commercio al dettaglio. «La categoria è letteralmente allo stremo, anche in considerazione del ritardo nell’invio dei ristori che, seppure in minima parte, avrebbero potuto aiutarla a tirare avanti ancora per qualche settimana», si legge nella lettera, «i commercianti si trovano attualmente a dover affrontare i costi per i nuovi arrivi primaverili, senza aver potuto vendere la merce invernale con conseguente aumento della situazione debitoria. Si tratta di intere famiglie che ormai non sanno più come arrivare a fine mese, come provvedere a pagare le utenze dei locali commerciali oltre che delle loro abitazioni e addirittura iniziano ad avere difficoltà anche nel portare un pasto in tavola».

Assessore e sindaco invitano Marsilio a compiere una riflessione in vista dell'adozione di prossime ordinanze: «Nel territorio di Francavilla i contagi stanno scendendo, anche se siamo consapevoli che non vi è una riduzione tale da poter escludere Francavilla dalla lista dei territori interessati dalle misure restrittive integrative rispetto a quelle previste a livello centrale. Riteniamo tuttavia che potresti escludere, tra le varie restrizioni, quella relativa alle attività commerciali al dettaglio. Potresti compiere questa scelta su tutti i comuni regionali, limitandoti ad inserire la restrizione, se la ritiene necessaria, nei soli capoluoghi di provincia dove, probabilmente, le realtà commerciali sono diverse. Esaminando il territorio di Francavilla, ad esempio, ci sembra evidente che, grazie alla particolare conformazione urbanistica e territoriale, l’apertura degli esercizi commerciali non arrecherebbe alcun rischio di diffusione del contagio. Occorre considerare infatti che la città è caratterizzata da attività commerciali di piccolissime dimensioni, dislocate su sette chilometri di costa ed altri sette chilometri di strada statale Adriatica. Non esiste un vero e proprio centro nel quale l’apertura dei negozi di vicinato comporterebbe il rischio di assembramenti. D’altronde attualmente sono comunque aperti supermercati, negozi di alimentari, tabacchi, edicole, negozi di ottica, computer, telefonia, abbigliamento per bambini, estetisti, parrucchieri, fiorai, ferramenta e così via, risultando penalizzati, a mero titolo esemplificativo e non esaustivo, negozi di abbigliamento, gioiellerie, pelletterie, calzature, costretti a restare chiusi, con rischio di imminente e definitivo fallimento, senza una vera ragione di natura sanitaria».

Così si conclude la lettera: «Auspichiamo quindi in un tuo ripensamento affinchè nella tua prossima ordinanza, ferme restando le altre misure restrittive, si possa evitare di disporre la chiusura delle attività commerciali al dettaglio o comunque applicarla nei soli capoluoghi di provincia. Ciò anche in vista dell’imminente arrivo della stagione primaverile che consentirebbe ai commercianti di riavviare, seppure lentamente, il lavoro e consentirebbe di contenere in parte la grave crisi economica del nostro territorio».

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