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Coldiretti: a 5 mesi dal sisma pronte solo 77 stalle su 635 previste

Un ritardo inaccettabile che ha fatto salire a più di mille il conto degli animali morti

A 5 mesi dalle prime scosse di terremoto sono state montate solo 77 delle 635 stalle mobili previste, appena il 12 per cento. In Abruzzo, su 28 stalle richieste – e che attualmente, in seguito ai danni dovuti dal maltempo, certamente non sono più sufficienti a coprire le esigenze delle aziende agricole – ne sono state montate 16 ma sono ancora inattive a causa del verificarsi delle copiose nevicate.

E’ il bilancio tracciato da Coldiretti nelle campagne delle aree colpite dal sisma iniziato il 24 agosto scorso che ha devastato i territori di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo dove sono peraltro aumentate le esigenze con gli ultimi crolli. "Un ritardo inaccettabile che ha fatto salire a più di mille il conto degli animali morti, feriti e abortiti nelle zone terremotate - spiega la Coldiretti - con gli allevatori che non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore, costretti al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire, o nelle strutture pericolanti che stanno cedendo sotto il peso della neve e delle nuove scosse, mentre si è dimezzata la produzione di latte. Alla perdita di vite umane e ai danni materiali si somma dunque una vera e propria strage di bestiame in una situazione in cui si contano centinaia di capi tra mucche e pecore al freddo nelle neve senza ripari, per i ritardi accumulati, aggravati dal maltempo.

E’ in atto una corsa contro il tempo - sottolinea la Coldiretti - con la mobilitazione dei trattori per liberare le strade da neve e ghiaccio e raggiungere le stalle isolate da giorni dove occorre garantire l’operatività degli impianti di mungitura e abbeveraggio ma anche la consegna dei mangimi fino ad arrivare al trasferimento degli animali su mezzi idonei ed alla loro sistemazione in nuovi ricoveri". Le operazioni, faticose, sono rese possibili da una estesa rete di solidarietà degli allevatori italiani anche grazie alla collaborazione dell’esercito e della protezione civile.

“Davanti ad un disastro annunciato ci muoveremo per individuare le responsabilità e agire di conseguenza insieme ai nostri allevatori” aggiunge Coldiretti Abruzzo nel sottolineare che “è inaccettabile che dopo sette giorni non sia stata ancora ripristinata la corrente elettrica in tante località e le comunicazioni telefoniche siano impossibili” e che “serve una accelerazione nella realizzazione delle opere per mettere al sicuro uomini e animali che non possono essere abbandonati e per questo stiamo lavorando a livello nazionale per consentire l’applicazione dell’ordinanza “azzeraburocrazia” che autorizza finalmente gli allevatori a comprare direttamente tutto ciò che serve per garantire la continuità produttiva delle proprie aziende a fronte di un rimborso pubblico previsto fino al totale delle spese sostenute”.

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