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"L'aumento dei pedaggi autostradali mette a rischio l'intero sistema economico regionale"

La Cena Abruzzo lancia un appello alla Regione, perché intervengano rapidamente sul governo con cui va fatto un accordo pluriennale che blocchi gli aumenti per un certo numero di anni

L'anno nuovo, da tempo, è ormai sinonimo di aumenti dei pedaggi autostradali. E il 2017 non è stato da meno, con rincari che arrivano fino all'1,62% su A24 e A25, le autostrade in direzione Roma gestite da Strada dei Parchi spa. E se la società cerca di rassicurare gli utenti, parlando di un "aumento massimo di 30 centesimi", la Cna Abruzzo parla di "ennesima stangata a danno degli utenti"

E Gianluca Carota, presidente Fita-Cna Abruzzo, lancia un appello alla Regione, "perché è forte il rischio che l’intero sistema economico regionale perda competitività". Per l'associazione di categoria, quello determinato dalla società autostradale è un aumento "più che doppio rispetto a quello accordato dal governo mediamente per le altre autostrade che è stato dello 0,77% e che è ormai diventato l’appuntamento fisso di ogni Capodanno". 

"La tariffa applicata su A24 e A25 - aggiunge Carota - è tra le più care di Italia". Inoltre, negli ultimi 6 anni, la stessa autostrada ha subito aumenti non da poco: del 4,78% nel 2010; dell’8,14% nel 2011; dell’8,06% nel 2012; dell’8,28% nel 2014 e del 3,45% nel 2015. "Si tratta - precisa il presidente Fita-Cna Abruzzo - di aumenti autorizzati dal governo ma questo non toglie che, a fronte di una situazione di deflazione e di una crisi molto forte che continua a pesare soprattutto sulla micro impresa, questi aumenti abbiano inciso e continuano ad incidere in maniera molto negativa sulla competitività del sistema delle imprese della nostra regione. A questo si aggiunga che non sempre è possibile ribaltare questi aumenti sulla committenza e quindi gli autotrasportatori abruzzesi si trovano a subire un doppio danno". 

Da qui l’appello alla giunta regionale e al presidente Luciano D’Alfonso perché intervengano rapidamente e con decisione sul governo con cui va fatto un accordo pluriennale che blocchi gli aumenti per un certo numero di anni in modo da dare certezze a imprese e cittadini. E la Cna chiede anche di abbassare il costo del bollo auto, tra i più esosi in Italia. 

"Il meteo annuncia nevicate nei prossimi giorni sull’interno dell’Abruzzo - conclude - e speriamo che questa volta il piano neve funzioni in modo da non doverci trovare di fronte al solito spettacolo di centinaia di autotreni bloccati fuori di caselli. Allo stesso modo continuiamo a sottolineare la storica mancanza di un’area di sosta e rifornimento tra Chieti Scalo e Magliano dei Marsi su un percorso di 100 chilometri, forse l’unico caso esistente sulle autostrade italiane". 

Si unisce al dissenso Confartigianato che taccia come "inaccettabile" l'aumento dei pedaggi sulle autostrade A24 e A25.

"I pedaggi di A24 e A25 - sottolineano il direttore dell'associazione, Daniele Giangiulli, e il presidente di Confartigianato Trasporti Abruzzo, Gabriele Sillari - negli ultimi 13 anni sono aumentati del 187%; rincari del 42,88% se si considera solo il periodo 2009-2016. Già lo scorso anno c'erano stati aumenti del 3,45%. Non è possibile che ogni volta, alla fine dell'anno, torni la questione dell'aumento dei pedaggi. Tariffe spropositate, soprattutto se si considera che si tratta di autostrade vecchie e insicure. La cosa ancora più assurda - conclude - è che tutto ciò accade nel silenzio assordante della Giunta regionale e del presidente Luciano D'Alfonso".

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