Economia

Cisl Abruzzo: risolvere l’emergenza rifiuti con scelte chiare

n questi giorni l’emergenza rifiuti ha sensibilizzato l’opinione pubblica abruzzese ma ancora, nonostante una soluzione temporanea, il riordino e la razionalizzazione sono obiettivi lontani poiché ancora sono tanti gli interrogativi a cui gli Enti Locali e i Consorzi devono dare al più presto una risposta

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

In questi giorni l’emergenza rifiuti ha sensibilizzato l’opinione pubblica abruzzese ma ancora, nonostante una soluzione temporanea, il riordino e la razionalizzazione sono obiettivi lontani poiché ancora sono tanti gli interrogativi a cui gli Enti Locali e i Consorzi devono dare al più presto una risposta.
La CISL e  la FIT Abruzzo denunciarono, più di un anno fa, che “L’Abruzzo può contare su un’autonomia di 400.000 metri cubi di rifiuti, per un periodo fino alla primavera del 2012”, un’autonomia messa in discussione già nei primi mesi dell’anno.
“Per risolvere il problema è necessaria una svolta forte e decisiva da parte di tutti gli attori che si interfacciano nella gestione integrata dei rifiuti,  a partire dalla Regione che superi la polverizzazione esistente di competenze e gestione - dichiara Maurizio Spina, Segretario CISL Abruzzo. Si è cercata una soluzione apparente e molto onerosa per la situazione pescarese il cui costo sarà, come sempre, pagata dai cittadini. Sono necessarie scelte profonde di riorganizzazione a sistema dell’intero settore di gestione e smaltimento dei rifiuti”, che si presenta polverizzata ed inefficiente.
“L’attuale situazione di criticità è figlia di una mancata programmazione, di una sottovalutazione della realtà delle cose che ha generato una normale emergenza straordinaria. E’ necessario un cambio di rotta,  una programmazione avveduta che riguarda l’intera filiera del rifiuto che deve essere inteso come risorsa e non come problema. Si possono trarre benefici sia in termini economici, attraverso il recupero e riutilizzo di materie prime importanti per la nostra economia nazionale, e sia in termini ambientali, riducendo enormemente la quantità di materiale destinato allo smaltimento finale. La carenza di impiantistica a tutti i livelli è frutto di una non programmazione (forse voluta) che si ripercuote negativamente nell’intero ciclo dei rifiuti. Basti pensare che i rifiuti organici, raccolti nel territorio chietino/pescarese, vengono fuori dalla Regione Abruzzo, non essendo stato realizzato in loco alcun impianto a tale scopo. Questo è uno stallo di fatto non accettabile, - continua  Alessandro Di Naccio, Segretario Generale FIT Cisl Abruzzo”.
In base ai dati disponibili i numeri della raccolta differenziata in Abruzzo sono ancora ben lontani dagli obiettivi nazionali. Siamo fermi al 30% quando la normativa nazionale prevede una soglia almeno del 60% e sono pochi i comuni che hanno adottato  il sistema domiciliare della raccolta differenziata, pochi rispetto agli standard nazionali - osserva Alessandro Di Naccio”.
I segretari della CISL richiamano l’attenzione sul fatto che in ogni Territorio comunque dimensionato anche in ambito provinciale ci sia un Unico Gestore del servizio al fine di realizzare tutte le economie di scale e/o di dimensione utili per un contenimento dei costi e per una gestione razionale delle risorse. Ogni Territorio deve essere dotato di una autosufficienza gestionale da realizzarsi solo ed esclusivamente attraverso una dotazione impiantistica proporzionato al bisogno del Territorio stesso.
In questo contesto la Regione deve farsi parte attiva e di controllo nel verificare che ciò avvenga evitando che i rifiuti vadano in altri territori e/o Regioni con relativo aggravio di costi economici, sociali ed ambientali per l’intera collettività.
 “Accanto ad una precisa e rigorosa pianificazione e programmazione di tutte le fasi, necessarie alla buona gestione del sistema integrato dei rifiuti (raccolta differenziata, impianti di trattamento, riutilizzo, recupero e smaltimento) è necessario, oggi più che mai, porre in atto azioni di riduzione della produzione dei rifiuti, di prevenzione e minimizzazione, conclude Maurizio Spina”.
 

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