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Lanciano affida i servizi funebri alla municipalizzata, ma i costi per le famiglie triplicano

La denuncia arriva dal segretario dell'Anifa Rullo, pronto a presentare un esposto in procura per fare chiarezza su questo nuovo monopolio e per tutelare le tasche dei cittadini

Tariffe aumentate a dismisura a discapito del cittadino in un momento doloroso, una gestione in monopolio di attività normalmente soggette alla libera concorrenza, il mancato rispetto di un accordo siglato tra le imprese funebri e il Comune. Per questo il segretario di Anifa, l’associazione nazionale delle imprese funebri artigiane, Paolo Rullo, annuncia un esposto alla procura della Repubblica con “formale richiesta di valutazione di aspetti a nostro giudizio poco chiari, poco trasparenti capaci di ledere diritti fondamentali della cittadinanza lancianese”. 

Rullo, che è anche il responsabile del settore funebre di Casartigiani, spiega il motivo della sua decisione ripercorrendo a ritroso la gestione del cimitero frentano. Nel 2004, si strinse un accordo di collaborazione tra le imprese funebri e il Comune di Lanciano, sulla base di un protocollo stilato e firmato l’anno precedente dai rappresentati delle società, insieme all’allora assessore all’Igiene Graziella Di Campli e al dirigente di settore Mario Rulli.

“Il cimitero, da sempre gestito dal Comune - ricorda il segretario Anifa Rullo - ha sempre funzionato correttamente, garantito tutti i servizi previsti per legge, per decenni ha mantenuto tariffe congrue, non è mai stato utilizzato come bancomat dalle amministrazioni precedenti”.

Due anni fa precisi, a marzo 2015, l’amministrazione Pupillo decide di affidare la gestione del camposanto alla società municipalizzata Anxanum multiservizi intercomunali spa. “All’origine della decisione - spiega Rullo - non vi sono problematiche relative alla gestione del cimitero, ma l’esigenza di aggirare il patto di stabilità e trovare i fondi necessari per terminare la parte nuova del cimitero, un progetto inutilmente monumentale che ha creato non pochi problemi finanziari”.

Nel corso dei mesi, lamenta il rappresentante delle imprese funebri, “la muncipalizzata ha incominciato a voler espletare autonomamente alcuni servizi, senza la collaborazione delle imprese locali”. Violando così l’accordo di 11 anni prima e determinando l’aumento di costi per le famiglie. “Per quieto vivere - puntualizza il segretario Anifa - le imprese locali hanno lasciato fare, hanno fatto finta di non vedere e di non sentire”.

Finché un mese fa, il 6 febbraio, viene approvata la delibera numero 26, che rimodula il tariffario per i servizi funebri in modo, secondo Rullo “a dir poco scandaloso”. E denuncia: “Le tariffe cimiteriali aumentano dal 300 al 400%, la cosa più deprecabile è che il tariffario è strutturato in modo da confondere il cittadino, non fargli capire esattamente quanto costi un servizio, i servizi vengono spezzettati in tanti adempimenti la cui somma totale determina il reale salasso”.

Così, i lancianesi devono necessariamente far ricorso alla municipalizzata per alcuni servizi, senza poter scegliere in libertà l’impresa funebre migliore o più conveniente. Rullo spiega cosa accade oggi con un esempio concreto: il posizionamento del feretro nel loculo, ossia “la naturale conclusione del servizio funebre. Gli operatori funebri, da 5 a 7 unità, alla fine della cerimonia religiosa accompagnano la famiglia al cimitero e cosi come hanno fatto tutta la giornata si assumono l’onere di trasportare il feretro nell’ultima destinazione. Ovviamente, tale operazione rientra nel complessivo servizio funebre e alla famiglia non è imputato alcun corrispettivo aggiuntivo. Invece oggi al cimitero di Lanciano, quando la famiglia arriva all’entrata deve licenziare il personale dell’impresa funebre, e per il solo fatto di entrare nella area cimiteriale monopolizzata deve sborsare 100 euro più Iva”. 

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