Domenica, 24 Ottobre 2021
Economia

Ospedale militare, Di Primio si impegna a fare pressione sul nuovo Governo

Il primo cittadino, a margine di un incontro coi sindacati, pensa a nuove soluzioni da proporre al Ministero per contenere realmente la spesa. Il Dipartimento di Medicina Legale teatino vanta ottimi risultati in questo senso

Il sindaco chiederà al nuovo Governo di ripensarci e non chiudere l’ospedale militare a Chieti. L’impegno è stato preso questa mattina a margine di un incontro con le rappresentanze sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Flp) e con la Rsu dei dipendenti dell’Ospedale Militare di Chieti circa le problematiche inerenti l’imminente chiusura della struttura che ospita il Dipartimento Militare di Medicina Legale. 

Per Di Primio infatti non sono affatto condivisibili le ragioni legate al contenimento della spesa, “elemento- rivela - che contrasta con i dati oggettivi in mio possesso i quali evidenziano come il Dipartimento, nel 2011, ha reso 121.000 prestazioni i cui ricavi hanno fatto sì che la struttura stessa non gravasse sulle casse pubbliche”.

Il sindaco ha chiesto ai partecipanti dati concreti per supportare l’iniziativa volta a sottoporre una nuova soluzione al Ministro realmente sostenibile nell’ottica del contenimento della spesa e della razionalizzazione del personale. “Iniziativa che chiederò ai parlamentari abruzzesi di sostenere – dice ancora Di Primio - La nostra economia, che per anni si è giovata della presenza dei militari, è stata, infatti, già fortemente compromessa dalla chiusura del 123° Reggimento Chieti. Pertanto – conclude -  l'inevitabile che lo smantellamento della struttura ospitata presso la Caserma Bucciante, insieme alla congiuntura negativa che da anni stiamo attraversando, comprometterebbe seriamente il sistema sociale della città.

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