Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia

Chieti e il turismo religioso: un treno che la città non può perdere

Il segretario di "Giustizia Sociale", Bruno Di Paolo, riflette sulle potenzialità della città di divenire centro di riferimento del turismo religioso a partire dagli eventi della Settimana Santa

Chieti città della Settimana Santa: questo potrebbe e dovrebbe essere lo slogan per un rilancio economico della città in questa fase di crisi acuita dall’immobilismo in cui versa da troppo tempo.

La critica-proposta è di Bruno Di Paolo segretario politico di “Giustizia Sociale” che riflette sulle potenzialità della città nell’attrarre visitatori all’interno di un circuito di turismo religioso: un fenomeno che non conosce crisi, e che negli ultimi due anni, a fronte di una forte contrazione del turismo ordinario, ha conosciuto una crescita pari a circa il 20%. Purtroppo secondo il segretario, la città di Chieti non si è inserita in questo circolo virtuoso che fornisce ovunque un sensibile introito agli enti che riescono a sfruttarlo.

“Si tratta di un mercato che non può essere trascurato, - osserva l’ex vicesindaco -  e che potrebbe costituire un importante volano per condurre in città turisti e pellegrini e rilanciare la visibilità di Chieti anche sotto l’aspetto storico-culturale. La vocazione religiosa di Chieti è imprescindibile: la Processione del Cristo morto, il Venerdì Santo, si stima abbia attirato in città all’incirca 28.000 persone in media negli ultimi 3 anni. Il Miserere di Selecchy attrae giornalisti anche dall’estero, qualche anno fa se occupò  perfino la BBC. La presenza sul territorio di numerose chiese, alcune di gran pregio artistico e che fanno di Chieti un vero unicum, sarebbe l’ideale catalizzatore verso manifestazioni legate a festività religiose e divenute ormai un vero happening,  come l’infiorata del Corpus Domini.  Eppure tutto questo non viaggia in parallelo con un impegno programmatico di ampio respiro”.

Il monito di Di Paolo sembra essere allora "Basta turismo mordi e fuggi" per prendere esempio dalle realtà limitrofe più piccole e ben più sviluppate, come il cammino dell’apostolo Tommaso a Ortona o il Volto Santo a Manoppello.

“Non possiamo più permetterci di fossilizzarci solo Settimana Mozartiana – aggiunge -  Oggi esistono nuove opportunità di promozione del territorio, che passano attraverso la diffusione ed il recupero della funzione di capoluogo religioso che è proprio della nostra città. Chieti città della Settimana Santa potrebbe essere non solo uno slogan.  E’ un treno che passa anche da Chieti, non possiamo perderlo”.

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