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Martedì, 24 Maggio 2022
Economia Chieti Scalo

Centro commerciale nell'ospedale: le perplessità di Confcommercio

No categorico all'operazione Maltauro, pronta a regalare un nuovo ospedale a Colle dell'Ara dotato con 26 spazi commerciali

Confcommercio Chieti scende di nuovo in campo per ribadire il “no” al project financing per la nuova gestione privata trentennale del nuovo ospedale teatino. Il progetto Maltauro è infatti pronto a regalare a Chieti un nuovo ospedale con annessi 26 spazi commerciali al dettaglio.

“Non vogliamo entrare nel merito della scelta della privatizzazione, seppur parziale, delle strutture e delle attività sanitarie - afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti - ma la cosa che sconvolge, è la realizzazione di una concentrazione di attività al dettaglio dislocate proprio all’interno del nosocomio teatino in un numero preventivato di 26 unità. Premettendo che, questa soluzione, non è certo una novità nel panorama ospedaliero nazionale, dobbiamo però constatare, malgrado siamo aperti alle nuove concezioni che soddisfino le moderne esigenze,  che ogni soluzione non possa essere calata in egual modo in ogni città o in ogni sistema sanitario territoriale”.

Chieti, ribadisce Confcommercio, abbonda di media e grande distribuzione. “L’attenzione del legislatore regionale e della stessa azienda sanitaria locale dovrebbe considerare un contesto urbano commerciale già penalizzato dalla presenza di molti centri commerciali nella vasta area fra Chieti e Pescara, con la pesante quanto massiccia presenza del Megalò a poca distanza e con l’incombente suo ampliamento con il Megalò 2 per cui l’iter amministrativo di concessione- spiega Tiberio- è in fase di prosecuzione. Per questo Confcommercio è contraria fortemente allo sviluppo di nuovi insediamenti concentrati di attività commerciali considerato il fatto che la fruizione delle attività appena fuori e circostanti l’ospedale teatino è molto più facile e immediata. Al posto dell’ennesimo centro commerciale - suggerisce  - si potrebbe prevedere una struttura all’interno del nosocomio, considerato che i corpi C e D non avranno alcuna destinazione, che possa dare alloggio con prezzi calmierati ai parenti che assistono i propri cari.  Così si creerebbe, comunque, nuovo indotto salvaguardando al tempo stesso, il piccolo commercio che è il vero tessuto connettivo economico della nostra comunità”.

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