Economia

"Intesa non rispettata": Centri di Ricerca verso lo stato di agitazione

Circa cinquanta lavoratori sono senza stipendio da mesi. I sindacati invitano la Regione a rispettare gli impegni assunti

E’ ancora critica la situazione dei lavoratori dei Centri di Ricerca in Abruzzo. Dopo l’assemblea sindacale dei lavoratori di Cotir, Crab e Crivea si è deciso di intraprendere, lunedì prossimo, lo stato di agitazione nel caso in cui, nelle prossime ore, non ci sarà un riscontro sull’erogazione del Fondo 2016 stanziato in favore dei Centri di Ricerca e se non saranno adottati  atti concreti per l’uscita dalla procedura di liquidazione

L’assemblea di giovedì, unitamente alle organizzazioni sindacali di categoria FLAI,  FAI E UILA, FILCTEM CGIL,  FEMCA E UILTEC, e alle rispettive confederazioni regionali di CGIL,CISL e UIL, ha ribadito al presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, all’assessore Dino Pepe e ai dirigenti di rispettare gli impegni assunti con la firma della intesa del 27 gennaio scorso.

“L’accordo sottoscritto con il Collegio dei liquidatori – ricordano i sindacati - ha come obiettivo la salvaguardia i posti di lavoro e l’attività di ricerca e sviluppo svolta dai tre Centri ma la Regione deve dimostrare la volontà politica di investire sul nuovo ed unico Centro regionale come un punto di riferimento nel mondo della ricerca e dello sviluppo nel settore dell'agroindustria, agroalimentare e ambientale, attraverso atti concreti nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie. Ci auguriamo che in queste ore la Regione  paghi lo stipendio ai cinquanta dipendenti dei tre Centri. Un primo passo verso il superamento dello stato di liquidazione e arrivare alla fine di questo lungo processo di riordino”.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Intesa non rispettata": Centri di Ricerca verso lo stato di agitazione

ChietiToday è in caricamento