Economia

Centri commerciali: l'Abruzzo non ha eguali in Italia

Nel 2016 scadrà il divieto di realizzare nuovi centri commerciali in Abruzzo, Confesercenti chiede al consiglio regionale di prorogare la moratoria per favorire il commercio locale. Ogni mille abruzzesi ci sono 205,45 metri quadrati di centri commerciali

foto L. Del Ponte

Secondo un'indagine di Confesercenti realizzata nel 2015, la concentrazione dei grandi centri commerciali in Abruzzo non ha eguali in Italia: ogni mille abruzzesi ci sono 205,45 metri quadrati di centri commerciali, a fronte dei 179,6 della Lombardia che è la seconda regione a più alta concentrazione. Le regioni limitrofe viaggiano su numeri decisamente più contenuti: 95,05 mq ogni mille abitanti nelle Marche, 116,49 nel Lazio, 113 in Molise. "Fra il 1998 ed il 2014 la grande distribuzione, -secondo Confesercenti - ha fatto razzia nel settore food: se nel 1998 il mercato della distribuzione alimentare era concentrato per il 68 per cento nelle grandi superfici e per il  32 per cento nelle medie e piccole attività, 14 anni dopo gli iper hanno fagocitato il 90 per cento del mercato".

In Abruzzo nel 2016 scadrà il divieto di realizzare nuovi centri commerciali in Abruzzo, il commercio abruzzese sta dando segnali di ripresa ma non si può ancora certo parlare di inversione di tendenza.

Il presidente di Confesercenti Abruzzo Daniele Erasmi e il direttore Enzo Giammarino chiedono al Consiglio regionale di prorogare la moratoria almeno fino al 2018. "Riaprire il bazar dei centri commerciali vorrebbe dire uccidere qualunque ipotesi di rilancio delle economie cittadine, ormai basate quasi esclusivamente sul terziario - spiegano - Fra l'altro questo avverrebbe nel momento di massima crisi del modello dei centri commerciali, tanto che la grande distribuzione sta licenziando e mettendo il personale in mobilità. Non c'è spazio nel mercato abruzzese per nuovi centri commerciali: a tutela delle microimprese e dei posti di lavoro attualmente in pericolo, è indispensabile non lasciare alcuna finestra per la presentazione di domande di nuovi centri commerciali frutto della speculazione edilizia e finanziaria.

Una nuova moratoria - concludono -  sarebbe anche un messaggio a quei poteri criminali che guardano alle nostre città come possibile sbocco per le attività di riciclaggio di denaro sporco: l'Abruzzo a testa alta deve dire no".

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