Economia

Centri commerciali aperti durante le festività, sindacati invitano a disertare: "Salviamo i centri storici"

L'invito dei sindacati ai lavoratori è a scioperare durante le prossime festività. Chiedono una regolamentazione del commercio secondo un'ottica sostenibile

Anche quest’anno alla vigilia delle festività pasquali e dei ponti primaverili i sindacati tornano a porre problema delle aperture ‘selvagge’ di negozi e centri commerciali e invitano i lavoratori a scioperare.

Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil abruzzesi si sono mobilitati per la regolamentazione delle aperture domenicali e, ora, anche di quelle festive: “E’ una battaglia non solo a favore delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio – sottolineano -  ma rappresenta anche una mobilitazione per il territorio e l’ambiente, per i centri storici, per la cultura. Regolamentare il commercio significa inoltre porre una riflessione su modelli e indirizzi di sostenibilità alternativi al consumismo sfrenato”.

Alla luce di tutto ciò le segreterie di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs dell’Abruzzo hanno invitato tutte le lavoratrici e i lavoratori che non hanno la prestazione festiva nel contratto individuale di lavoro a non dare la propria disponibilità ad effettuare la prestazione lavorativa nei giorni delle prossime festività: 21 aprile (Pasqua) e 22 aprile (lunedì dell’Angelo), 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno. Allo stesso tempo invitano tutte le lavoratrici e i lavoratori che hanno nel contratto individuale la prestazione festiva ad aderire allo sciopero che le organizzazioni sindacali hanno proclamato negli stessi giorni di festa.

“Nei cassetti della commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati – ricordano Cgil, Cisl e Uil - si sono moltiplicate le proposte di legge per intervenire e mettere un freno alla deregulation, ma al di là delle dichiarazioni e delle buone intenzioni il tema viene continuamente rinviato o accantonato. In attesa che la politica si decida a prendere in mano la situazione sono sempre più evidenti gli effetti negativi dell’attuale normativa: non fa crescere l’economia;  non crea nuova occupazione, né garantisce la salvaguardia dell’occupazione esistente;  alimenta la concorrenza sleale tra le attività del piccolo commercio al dettaglio e le multinazionali della grande distribuzione favorendo lo spopolamento dei centri storici e dei centri commerciali naturali;  svilisce il significato autentico delle festività, sia civili che religiose; crea un’odiosa segregazione a discapito delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio rispetto a quelli degli altri settori”. 
 

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