Lunedì, 18 Ottobre 2021
Economia

Cassa integrazione: in un anno cresce del 169% per le imprese artigiane

Secondo l'ufficio studi di Confartigianato la crisi colpisce soprattutto l'artigianato. La Provincia di Chieti ha la maglia nera e non sono risparmiate edilizia (+37,9%), industria (+27,8%), commercio (+11,4%)

Le ore di cassa integrazione concesse alle imprese artigiane della provincia sono lievitate nel 2012 fino al 169% rispetto all’anno precedente. Sono i dati forniti dall’ufficio studi di Confartigianato, riferiti alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria.

Le oltre 10 mila imprese artigiane del territorio chietino sono quelle che se la passano peggio in Abruzzo. “Il momento è davvero critico- ammette Daniele Giangiulli, direttore provinciale Confartigianato Chieti- e le aziende del comparto artigiano sono in ginocchio a causa di una crisi senza precedenti e di una assenza di liquidità cronica”.

L’aumento medio di concessione di ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria si attesta intorno al 27%. Va meglio nel teramano (+18,4%) e nella provincia di Pescara (+1,2%). L’aquilano segna addirittura un calo del 13,2% di ore di cassa integrazione assegnate l’anno scorso rispetto al 2011.

La crisi e la mancanza di liquidità colpiscono tutti i settori dell’economia. L’industria ha fatto registrare un +27,8% delle ore di cassa integrazione concesse nel 2012, l’edilizia un +37,9% e il commercio un +11,4%. Ma è l’artigianato ad essere maggiormente vessato, con un aumento del 169% di ore di cassa integrazione elargite nel 2012.

Una fotografia drammatica, che per Confartigianato deve essere di ammonimento per fornire nuove soluzioni. “È giunto il momento di voltare pagina e di pianificare - dice Giangiulli - azioni concrete per il rilancio della micro e piccola impresa”.

In particolare il direttore provinciale dell'ente propone di agevolare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro attraverso una detassazione delle vecchie regole dell’apprendistato che sgravano le imprese oberate dagli eccessivi costi del lavoro, aumentati dell’1,7% nel terzo trimestre del 2012.

Le banche, però, devono fare la loro parte “dando finanziamenti alle imprese per superare la crisi attuale perché – conclude Giangiulli - la liquidità continua a rimanere il problema più impellente per le piccole imprese”.

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