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Casoli, dopo 36 anni chiude i battenti l'azienda Cometa

Troppi debiti, sono trentotto i licenziamenti previsti. La Fiom presenterà un esposto alla Procura della Repubblica

Chiude i battenti la Cometa, azienda metalmeccanica di Casoli specializzata nella produzione di componenti e sottogruppi meccanici per motocicli, quad, motoslitte, seadoo, piccoli aerei e supercar. L’azienda ha ufficializzato ai sindacati la decisione, a conclusione della procedura di mobilità avviata lo scorso febbraio. Sono 38 i lavoratori che verranno licenziati.

Duro il commento del segretario generale della Fiom Cgil Chieti, Davide Labbrozzi: “Verrebbe da dire: ancora un'azienda chiude ma non ci si può però limitare ad una semplice affermazione generica. Bisogna precisare che questa triste fine non è stata determinata da una semplice fatalità, ma dall'incapacità e lo scarso impegno che il sistema Cometa ha espresso in questi anni. Qualcuno sostiene che le difficoltà sarebbero legate al calo o perdita dei volumi, si offrirebbe invece un buon servizio ai lavoratori ed a tutti coloro che devono avere soldi dalla Cometa, se si spiegasse meglio com'è stato possibile accumulare così tanti debiti, situazione che tra l'altro mai nessuno ha pensato di denunciare”.

ESPOSTO IN PROCURA - In questi giorni la Fiom sta studiando il contesto e, in particolare, quel che ha determinato l'indebitamento. “Non appena avremo conclusosi – annuncia Labbrozzi -  sarà presentato un esposto alla Procura della Repubblica. La Fiom, da sempre non gradita, denuncerà l'operato del sistema Cometa. Non è sufficiente dire ai lavoratori che L'Azienda sta chiudendo, bisogna spiegare loro il perché”. E ancora: “La Cometa pensa di liquidare tutti i lavoratori con un piatto di lenticchie, 4500 euro di incentivo per l'esodo pretendendo una rinuncia totale e tombale a rivendicare qualsivoglia elemento. La Fiom spiegherà anche questo ulteriore sgarro. Inoltre, con l’accordo sindacale raggiunto, non con la Fiom, l’Azienda risparmierà oltre 4.500 euro per chiudere la fabbrica che occupa oltre cinquanta dipendenti. Un disastro nel disastro. Nei prossimi giorni ci saranno ulteriori sviluppi”.

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