Trova buoni fruttiferi del Regno d'Italia nella casa delle vacanze, pensionato cita in giudizio le Poste

Poste italiane tratte in giudizio per 10 milioni di euro. Tra i risparmiatori che hanno aderito all'azione c'è anche un 80enne della provincia di Chieti

C’è anche un pensionato di Paglieta tra i risparmiatori che hanno citato in giudizio Poste italiane sulla vicenda dei buoni fruttiferi mai incassati. L’azione, promossa dall’Associazione Giustitalia  (www.associazionegiustitalia.it), mira infatti al recupero delle somme presso le Poste italiane e il Ministero dell'economia e delle finanze obbligati in solido ad “onorare” tutti i debiti esistenti anche prima dell’avvento della Repubblica Italiana. 

F.D.M. 80enne originario di Paglieta, classe 1939, nell’agosto del 2013 era con la moglie a ripulire il mobilio nella casa delle vacanze a Roccamontepiano quando, in un comò, trovò 8 buoni fruttiferi della famiglia risalenti al periodo compreso tra il 1931 e il 1941 da 500, 1000 e 5mila lire.

I titoli, dei quali l’anziano non aveva mai avuto contezza, sono stati stimati da un consulente che ha valutato un rimborso, con il favore degli interessi legali, della rivalutazione e della capitalizzazione, dalla data di emissione a quella del ritrovamento, di una cifra pari a circa 163 mila euro. 

La prossima udienza è fissata al 23 ottobre 2019. Nell'azione, che coinvolge in tutto 37 risparmiatori italiani, le Poste sono state tratte in giudizio per 10 milioni di euro.

“In Italia ci sono circa 10 milioni di titoli di credito "antichi" (tra buoni postali, libretti bancari, Bot, ecc. non riscossi ed ancora riscuotibili) e, purtroppo, c'è molta disinformazione anche da parte degli Enti preposti al pagamento”ricordano i legali di Associazione Giustitalia che con l’occasione forniscono un vademecum per il risparmiatore.

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