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Gli "eroi" del Covid che lavorano nelle cliniche private aspettano il bonus dalla Regione: "Anche noi in trincea"

La denuncia di Daniele Leone, coordinatore regionale della Cgil Fp Sanità privata Abruzzo, che rivendica il riconoscimento stanziato dal Governo anche per i sanitari in servizio nelle cliniche

"I lavoratori della sanità privata convenzionata non hanno ricevuto 1 euro di bonus, nonostante il Governo avesse destinato risorse a titolo di indennità agli eroi che combattevano per difendere il Paese". La denuncia arriva da Daniele Leone, coordinatore regionale della Cgil Fp Sanità privata Abruzzo.

Come racconta Leone, di professione infermiere, il contributo sarebbe dovuto essere "sorta di ricompensa morale per il rischio cui tutti noi operatori sanitari eravamo sottoposti non arretrando un centimetro all'avanzata del contagio. Milioni di euro stanziati per gli operatori della sanità". E sarebbero state le Regioni a distribuire le somme, una tantum, "agli operatori impegnati nel servizio sanitario pubblico e, come accaduto in numerose regioni, una piccola parte delle somme anche al personale del privato convenzionato, delle cooperative e delle agenzie". 

Ma questo in Abruzzo non è accaduto. "Peccato che - incalza il coordinatore regionale Cgil Fp Sanità Privata - al personale di Villa Pini, clinica Spatocco, Villa Serena, San Francesco, Don Orione, Santa Caterina, Sanstefar, Istituti Riuniti San Giovanni Battista di Chieti, insomma a tutti i colleghi della sanità privata convenzionata d'Abruzzo, non sia stato ancora riconosciuto un euro di premio bonus. Mi auguro che la politica regionale ci ripensi e riconosca anche agli eroi della sanità privata convenzionata dell'Abruzzo un giusto riconoscimento".

"Voglio ricordare - aggiunge Leone - che tanti colleghi della sanità privata, delle Rsa e tanti colleghi infermieri e oss che lavorano negli ospedali con le cooperative e le agenzie si sono contagiati e hanno contagiato le loro famiglie, i loro figli. Non vorrei che il sacrificio, l'impegno, la capacità di tutti gli infermieri, medici, oss, fisioterapisti, tecnici di radiologia e di laboratorio, educatori, assistenti sociali, dietiste, tutti gli operatori sanitari della sanità privata, delle cooperative, delle agenzie, delle Rsa, Ra, Cssa sia stato dimenticato".

Il sindacalista chiede dunque alla Regione di pensare anche ai lavoratori della sanità privata, perché, puntualizza, "anche noi abbiamo lavorato in condizioni straordinarie e dunque indistintamente e indipendentemente della struttura in cui noi infermieri, oss, e tutti gli operatori sanitari esercitiamo la nostra professionalità, meritiamo rispetto. Mi auguro che si trovino tra le pieghe del bilancio regionale le giuste risorse da destinare anche a noi", conclude. 

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