Venerdì, 17 Settembre 2021
Economia Atessa

Blocco di una settimana alla Sevel, l'allarme dei Cobas: "Disinvestimento generalizzato in Val di Sangro"

Il sindacato teme che questo sia il primo segnale di un ridimensionamento dell'area produttiva e invita i lavoratori a riunirsi per azioni comuni

Continua a preoccupare lo stop di una settimana imposto alla Sevel per la mancanza di componenti e in genere il futuro dell'azienda dell'indotto in Val di Sangro.

Questa volta è l'esecutivo provinciale Chieti-Pescara dei Cobas del lavoro privato a lanciare l'allarme di "un disinvestimento generalizzato in Val di Sangro", anche per quello che definiscono "un uso sproporzionato degli straordinari" e per "il rifiuto di Sevel a stabilizzare i lavoratori precari".

"La notizia della delocalizzazione in Polonia di nuove produzioni, sono praticamente la sottoscrizione di un processo gia? avviato di ridimensionamento dell’area produttiva Sevel e produzioni ad essa collegate", accusano. "Dunque - incalzano i Cobas - c’e? il rischio concreto di un impoverimento territoriale, i cui risvolti ora si possono immaginare, ma probabilmente la realta? dira? che essi sono ancora piu? pesanti. E non parliamo solo di occupazione, bensi? di ricerca di nuovi prodotti, di nuovi mercati di sbocco e di ricerca di nuovi progetti dell’automotive alla luce anche del Pnrr".

Il sindacato invita a "rivendicare salario, occupazione, ma anche di esigere investimenti di qualita? sia nei prodotti, che nei progetti di vita dei lavoratori. Il disegno - mettono in guardia -ci sembra gia? definito: la Val di Sangro come succursale di prodotti innovativi, elaborati altrove. Non facciamo nazionalismo pacchiano, ma non possiamo permettere che una realta? produttiva sviluppata da decenni si possa impoverire e ridurre a mera 'succursale'. Occorre percio? che i lavoratori, in primis, si guardino in faccia e non pensino di salvare la propria pelle, magari disinteressandosi delle condizioni di coloro che lavorano in subappalto". 

Ecco allora che i Cobas si appellano a "tutta la forza lavoro" affinché possano "trovare forme di collaborazione ed organizzazione autonoma, che vanno oltre lo stanco rituale dello sciopericchio proclamato dai soliti 'sindacati rappresentativi' e per giunta non di tutte le sigle. Pensiamo che 'la politica' si muovera?, se si muovera?, solo e solamente se sentiranno la forza dei lavoratori, che daranno segnali di non farsi ingabbiare nelle solite diatribe sindacali, istituzionali, che si perdono nella notte dei tempi. Indichiamo un percorso di ripresa di discussione, se serve anche utilizzando sigle sindacali, ma solo per facilitare il flusso di informazioni, creando un comitato dei lavoratori dell’automotive della Val di Sangro, che prenda in mano la guida della vertenza e la gestisca in prima persona".

Per questo, i Cobas daranno indicazione agli iscritti di aderire allo sciopero indetto dalla Uil.

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