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Black Friday anche a tavola: dall'Abruzzo 148 bandiere del gusto

Un tripudio di colori e sapori all’apertura del Villaggio contadino sul lungomare Caracciolo a Napoli

In Abruzzo sono 148 le specialità alimentari tradizionali presenti sul territorio regionale nel 2017: è quanto emerge dal nuovo censimento delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, presentato dalla Coldiretti all’apertura del Villaggio contadino sul lungomare Caracciolo a Napoli per lo storico appuntamento dell’anno internazionale del cibo italiano nel mondo proclamato nel 2018.

Oltre diecimila gli agricoltori presenti tra cui centinaia di abruzzesi nel primo Black Friday della tavola per far conoscere e salvare i tesori nascosti del Made in Italy. Ai raggi X tutti i diversi tipi di pane, pasta, formaggi, salumi, conserve, frutta e verdura, dolci e liquori tradizionali che compongono i 5.047 cibi del patrimonio enogastronomico nazionale (di cui appunto 148 abruzzesi), classificati per regione e tipologia, con gli esempi piu’ curiosi, piu’ rari, piu’ antichi, piu’ ricchi di proprietà salutistiche nella piu’ ampia esposizione della variegata offerta territoriale mai realizzata prima.

"Per quanto riguarda le varie categorie si tratta – spiega la Coldiretti - di 1.521 diversi tipi di pane, pasta e biscotti (di cui 49 abruzzesi), seguiti da 1.424 verdure fresche e lavorate (30 in Abruzzo), 791 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere (25 in Abruzzo), 497 formaggi (14 in Abruzzo), 253 piatti composti o prodotti della gastronomia di cui 17 abruzzesi, 147 bevande tra analcoliche, birra, liquori e distillati di cui 7 in Abruzzo, 167 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.) e 159 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei, rispettivamente 3 e 1 nella nostra regione".

Particolarmente ricca, curiosa e colorata la lista delle specialità abruzzesi che si possono trovare leggendo il Censimento del patrimonio enogastronomico nazionale: si va dalle diverse versioni di pecorino (d’Abruzzo, di Atri e di Farindola) alla salsiccia nelle varianti Aquila, di fegato e di maiale sottolio; dalle mandorle di Navelli alle olive Intosso passando per l’aglio rosso di Sulmona all’amaro di Genziana e alle ciliegie di Raiano e Giuliano Teatino. Ma nel lungo elenco di specialità ci sono anche tre tipi di patata (Turchesa, di montagna del medio sangro e degli Altipiani d’Abruzzo), il peperone secco piccante e il peperone rosso di Altino, la “scapece” e una lunga serie di “pizze”: pizza con le sfrigole, pizza di crema e ricotta, pizza di Pasqua, pizza rustica dolce, pizza scima e pizza dolce tradizionale. E poi la mortadella di Campotosto, meglio nota per la sua forma come “coglioni di mulo”, che questa mattina è stata al centro delle specialità delle aree terremotate nell’area riservata alle aziende delle regione del sisma in cui hanno esposto anche aziende provenienti dall’Abruzzo.

“Nelle 148 specialità abruzzesi – dice Coldiretti Abruzzo – c’è un tripudio di colori e sapori che hanno una storia, una cultura ed una tradizione che è rimasta viva nel tempo e che vanno difese dalle spinte all’omologazione dell’offerta alimentare. Si tratta di una vastissima gamma di prodotti espressione di un territorio meraviglioso a vantaggio dei consumatori e resa possibile grazie al lavoro degli agricoltori che li hanno salvati finora dall’estinzione. Eccellenze che spesso è possibile inoltre trovare nella rete di vendita diretta dei mercati di Campagna Amica”.

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