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Contributi dalla Regione a sostegno delle attività teatrale: pubblicati due bandi

Finanziamenti pari a 250mila euro complessivi, relativi alle annualità 2023 e 2024, per attività svolte da soggetti extra Fus (Fondo unico dello spettacolo)

Finanziamenti pari a 250mila euro complessivi, relativi alle annualità 2023 e 2024, per attività teatrali svolte da soggetti extra Fus (Fondo unico dello spettacolo). Sono i bandi pubblicati dalla Regione Abruzzo venerdì 1° dicembre e presentati nel corso di una conferenza stampa dall’assessore alla Cultura, Daniele D’Amario, con il consigliere regionale, Fabrizio Montepara, presidente della commissione Cultura e proponente della legge n.25 del 2022, e una rappresentanza del coordinamento abruzzese dei Lavoratori e degli organismi spettacolo dal vivo (Lorsa) che raggruppa 25 compagnie teatrali attive su tutte e quattro le province. 

Le istanze dovranno pervenire, a pena di inammissibilità, entro le ore 23:59 del giorno 11 dicembre, all’indirizzo di posta certificata: dph003@pec.regione.abruzzo.it. Il primo avviso, che prevede circa 214mila euro per attività teatrali e 35mila euro per investimenti, riguarda attività realizzate nel periodo tra il 1 gennaio 2023 e il 31 dicembre 2023 mentre il secondo Avviso, è relativo ad attività che saranno realizzate tra il 1 gennaio 2024 e il 31 dicembre dello stesso anno.

“È una legge venuta dal basso – ha dichiarato l’assessore D’Amario – ed è importante sottolineare che, per la per la prima volta, accendiamo i riflettori su un mondo rappresentato dalla tante persone che producono cultura sia nell’ambito dell’associazionismo non professionale, ma anche in contesti professionistici. Compagnie teatrali rimaste sistematicamente fuori dai circuiti dei finanziamenti ministeriali ma che – ha aggiunto D’Amario – forniscono un contributo importante anche alle attività delle produzioni teatrali più conosciute e iscritte al Fus. Siamo riusciti a mantenere un impegno che dà un minimo di ossigeno al mondo dello spettacolo dal vivo – ha aggiunto D’Amario – ma che possiede anche un elevato valore simbolico se si considera che la Regione Abruzzo, attraverso la legge di riordino del sistema culturale, considerata da molti una delle migliori a livello nazionale, – ha concluso – abbia eliminato almeno una ottantina di leggi di settore, inapplicate e inapplicabili, semplificando un quadro normativo che non era più al passo con i tempi”. 

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