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Banche, raggiunto l'accordo tra sindacati e gruppo Ubi sulla contrattazione di secondo livello

Sarà progressivamente esteso anche ai dipendenti della CariChieti, una delle tre Bridge Bank assieme a Banca Marche ed Etruria

E' stato siglato nel pomeriggio di ieri, dopo due giorni ininterrotti di trattative, tra le organizzazioni sindacali e il Gruppo Ubi, il verbale di accordo sulla contrattazione di secondo livello per tutti i dipendenti Ubi Banca e Ubi Sistemi e Servizi. Accordo che sarà progressivamente esteso anche ai dipendenti della CariChieti, una delle tre Bridge Bank assieme a Banca Marche ed Etruria.

Tra i temi toccati, riferiscono i insacati, i permessi retribuiti e non retribuiti, i trattamenti economici, le indennità di reggenza, gli inquadramenti, il welfare (comprese le
politiche sociali) e il piano di esodo anticipato per l’ingresso di oltre 600 lavoratori nel Fondo di Solidarietà e sostegno al reddito alle favorevoli condizioni già concordate nel
Protocollo d’Intesa dell’11 dicembre scorso.

Valerio Fabi della Segreteria Nazionale del sindacato Unisin ha dichiarato: “Con il presente accordo siamo riusciti a trovare un’importante sintesi fra le diverse aspettative delle nuove generazioni, economiche ed occupazionali, con la previsione anche di nuove assunzioni e stabilizzazioni, e le esigenze di consolidare le varie previsioni contrattuali già esistenti nelle varie banche di provenienza. Un accordo, quello di oggi - continua Fabi - che rispetta la positiva tradizione delle relazioni industriali nel Gruppo UBI, che auspichiamo prosegua anche nel futuro prossimo. Infatti già dal pomeriggio di oggi siamo nuovamente impegnati a discutere l’importante lavoro di definizione delle ricadute del Piano Industriale 2019-2020 che coinvolgeranno tutti i colleghi e, in particolare, i dipendenti delle tre nuove banche che entreranno a far parte del Gruppo Ubi nel giro di pochissimi mesi”.

“Ci attende un lavoro lungo e laborioso, con riferimento all’integrazione del Piano Industriale 2019-2020 – afferma Natale Zappella coordinatore aziendale Unisin – che ci impegnerà per i prossimi due mesi. Anche qui saranno molti gli aspetti delicati da affrontare come, per esempio, il contenimento della mobilità, la chiusura e i ridimensionamenti delle filiali, la riqualificazione professionale di centinaia di colleghi e il mantenimento dei livelli occupazionali”.

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