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Pagliuca (Confindustria Chieti-Pescara): "Il settore automotive va tutelato nella transizione energetica e produttiva"

Il presidente di Confindustria Chieti-Pescara interviene in merito alla questione dell'impatto che avranno su bilancio e produzione i rincari di energia e materie prime

Politiche industriali e sostegno dalle istituzioni per reggere l'impatto della transizione produttiva nel settore automotive, nel difficile ed epocale passaggio dalle vetture con motore endotermico a quelle con motore elettrico, oltre a dare la massima attenzione per le energie rinnovabili negli stabilimenti.

Parte da qui il piano d’azione che il presidente di Confindustria Chieti Pescara Silvano Pagliuca ha presentato ieri venerdì 10 settembre nella sede associativa di Via Raiale 110 bis durante la conferenza stampa di aggiornamento sulle problematiche legate alla transizione dall’endotermico all’elettrico che coinvolgono il settore Automotive in Abruzzo, dando voce alle imprese del territorio già impegnate in prima linea nel rilancio della competitività della filiera che rappresenta il primo settore produttivo regionale.

“I dati parlano chiaro il comparto in Abruzzo produce l’11% PIL (in Italia la percentuale è del 6%), vale 8 Miliardi di fatturato, conta 25.000 addetti (poco meno di un decimo del totale del Paese) e rappresenta il 55% dell’export regionale. Il Sistema imprese è impegnato nel contribuire a raggiungere gli obiettivi climatici di Parigi con una drastica riduzione delle emissioni di gas serra del 55% fino al 2030 e la piena neutralità climatica entro il 2050. Lo stop in Europa alla vendita di tutte le auto a motore endotermico prevista per il 2035 assieme alla attuale crisi energetica e alla scarsità dei componenti - unito all’aumento dei costi delle materie prime e al rafforzamento del dollaro - stanno creando situazioni di stallo nelle imprese del settore e dell’indotto: siamo chiamati però a trovare, d’intesa con le istituzioni e la politica, concrete soluzioni e nuove prospettive di crescita.”

L'Abruzzo, secondo Pagliuca, potrà però contrare su alcune peculiarità relativa al nostro territorio ovvero le competenze degli addetti del settore, oltre alla tendenza mondiale al reshoring e le previsioni di quote di mercato in aumento che sono elementi ulteriori che aprono opportunità per la filiera. Pesante l'impatto degli aumenti dei costi energetici e delle materie prime per il settore automotive, con le aziende che non possono nemmeno pianificare il lavoro in attesa di possibili aumenti vertiginosi delle materie prime nei prossimi mesi.

Secondo il presidente, soluzioni ci sono ma sono bloccate dalla burocrazia come nel caso degli impianti eolici.

"Su 209 progetti, il ministero della Cultura ha espresso 41 pareri negativi e solo 6 positivi; per altri 162 progetti nessun parere ancora. Le Regioni hanno mandato alla commissione VIA del ministero 46 pareri negativi e solo un parere positivo; nulla si sa per gli altri 162 progetti. Il tempo medio di “anticamera” è di 5,4 anni.

Alla Regione Abruzzo Confindustria Chieti Pescara chiede atti concreti per le imprese. A partire dalla logistica, con l’immediata attuazione delle previsioni per le opere in area Zes che favoriranno la capacità distributiva delle imprese e il recupero dei margini: il potenziamento dei trasporti e delle interconnessioni tra l’Abruzzo e altri paesi europei è una questione di vita o di morte. Le opere si avvarranno dei fondi Pnrre non saranno subito disponibili, ma è urgente avviarle. E poi formazione e ricerca, volani di sviluppo in un mondo in frenetico cambiamento. Per l’energia, soprattutto, lo scorrimento della graduatoria della Regione sul bando Por Fesr 2014-2020 “promozione di una economia a basse emissioni di carbonio” incentivando le numerose aziende richiedenti a procedere con l’installazione di impianti di energia rinnovabile. Infine, ma non meno importante: alleggerire subito la fiscalità per le imprese regionali, sospendendo l'Irap, l'addizionale Irpef e i canoni consortili."

Alla conferenza erano presenti anche due grandi aziende che hanno subito l'impatto della crisi del settore, la Dayco e la Denso.

Carlo Fulgenzi - Italy Belt Operations Director di Dayco - azienda multinazionale con sede a Chieti, , leader globale nella ricerca, progettazione, produzione e distribuzione di componenti per i sistemi di trasmissione dei motori nel settore automotive e per applicazioni industriali con oltre 4mila dipendenti - ha sottolineato come gli attuali prezzi dell’energia fino a 8-9 volte superiori all’anno precedente stanno deteriorando la marginalità dei prodotti rispetto a fornitori che hanno produzioni fuori Europa, in India e Cina. “Se la situazione dovesse perdurare, il tessuto industriale rischia danni importanti”, ha concluso Fulgenzi.

Per Denso Manufacturing Italia spa - uno dei più importanti produttori di sistemi avanzati e componenti per l'automotive che tra i propri clienti annovera le principali case costruttrici mondiali e nello stabilimento di San Salvo, fondato nel 1972, principalmente produce e vende motorini di avviamento, alternatori e piccoli motori legati alla tecnologia del motore endotermico – è intervenuto Alfonso Orfanelli, hr and digital transformation: “L’azienda sta attraversando un processo di transizione tecnologica verso l’elettrico e la situazione del momento la penalizza, come accade per tutte le aziende del comparto, nel suo progetto di sostenibilità: si tratta di un elemento necessario per affrontare il cambiamento. Un esempio su tutti: la bolletta energetica è passata da circa 200.000 euro di luglio 2021 ai 980.000 euro di luglio 2022, pur essendo diminuiti i consumi. È indispensabile uno sforzo sinergico a tutti i livelli: politica, istituzioni, imprese, associazioni e parti sociali devono fare fronte comune per garantire continuità e sostenibilità sociale”.

In sala e collegati da remoto i rappresentanti di numerose imprese del settore rappresentate da Confindustria Chieti Pescara tra cui A2A, Bosco srl, Pierburg Pump Technology Italy spa, Selmec srl.

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