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Aumento autostrade, le associazioni d'impresa: "A pagare non siano imprese e cittadini"

Il rischio è di provocare incrementi vicini al 10%

“Il contenzioso tra Strada dei Parchi e Governo sull’applicazione degli aumenti dei pedaggi non si deve scaricare in alcun modo sugli utenti”. Lo affermano in una nota congiunta le principali associazioni della piccola impresa, dell’artigianato e del commercio abruzzesi (Api-Casartigiani-Claai-Cna-Confapi-Confartigianato-Confcommercio-Confesercenti) intervenendo sulla decisione dei giorni scorsi del Tar del Lazio di riconoscere alla società di gestione delle autostrade da e per Roma, A24 e A25, “Autostrada dei Parchi”, il diritto di applicare aumenti dei pedaggi per il 2015 in modo diverso da quanto allora deciso: ovvero con un incremento uguale per tutte le società di gestione dell’1,5%".

Una decisione, se modificata in seguito alla sentenza dei giudici amministrativi, destinata ad avere conseguenze anche su 2016 e 2017, fino a provocare incrementi vicini al 10%.

Al Governo, le sette sigle del mondo dell’impresa chiedono così “di confermare nella sede indicata dai giudici amministrativi (il Cipe) quanto a suo tempo deciso, e nel caso di impugnare innanzi al Consiglio di Stato la decisione del Tar”. “Evitando comunque – aggiungono – che debbano essere imprese e cittadini a pagare, ovvero gli utenti delle due autostrade, già duramente colpiti nel corso degli ultimi anni da una raffica di aumenti decisi dal gestore; aumenti che peraltro non hanno contribuito in modo significativo né a migliorare la qualità del servizio né gli standard di sicurezza delle due arterie”.

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