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Economia

Abruzzo al terzo posto per l'aumento del costo dell'energia, oltre 5 mila imprese a rischio nella provincia di Chieti

L'allarme del direttore di Confartigianato Imprese Chieti-L’Aquila, Daniele Giangiulli che chiede un intervento celere al governo: "Si rischia la catastrofe economica. Usare risorse Ue per calmierare i prezzi”

Il caro bollette sta mettendo a rischio migliaia di imprese in Abruzzo, terza regione italiana in cui si registra la crescita più elevata dei prezzi di energia elettrica, gas e altri combustibili.

L’incremento è pari all’85,1%, secondo i dati  del Centro studi di Confartigianato Imprese Chieti L’Aquila riferiti ad agosto 2022. Oltre 20mila, cioè un’impresa su cinque, le attività a rischio per il caro energia: più di cinquemila sono solo nel Chietino.

Sul fronte rincari, dall’elaborazione, condotta su dati Istat, emerge che l’aumento dei prezzi di energia elettrica, gas e altri combustibili in Italia è pari al 76,4%. Prima dell’Abruzzo ci sono solo Trentino-Alto Adige (115,7%) e Umbria (86,5 %). Lla sola provincia di Teramo, che è al quarto posto nella classifica nazionale, con un incremento dell’86,6%.

Confartigianato torna a lanciare l’allarme sul caro energia.

In Abruzzo sono 21.032 – pari al 21,5% del totale delle imprese – le micro e piccole imprese operanti nei 43 settori a rischio per il caro energia, per un totale di 71.525 addetti, cioè il 23% del totale degli addetti delle imprese del territorio regionale. In testa c’è la provincia di Chieti: 5.958 imprese a rischio, per un totale di 22.320 addetti. Seguono le province di Teramo (5.385, 19.692), Pescara (5.046, 17.285) e L’Aquila (4.642, 12.229).

“Ci troviamo davanti ad un’emergenza senza precedenti. Rischiamo una vera e propria catastrofe economica – le parole del direttore di Confartigianato Imprese Chieti-L’Aquila, Daniele Giangiulli – Il governo deve intervenire subito. Le imprese non possono attendere l’insediamento del nuovo Esecutivo che, se tutto va bene, avverrà tra un mese e mezzo. Nel frattempo migliaia di attività chiuderanno. Se lo Stato non ha le risorse è indispensabile utilizzare i fondi europei per calmierare subito il costo delle bollette”.

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