Il Covid non ferma le assunzioni alla Trigano Van: 100 nuovi posti di lavoro entro dicembre

Già tra maggio e agosto c'erano stati altri 50 nuovi ingressi, per un totale di 150 nuovi posti di lavoro nel corso del 2020

Cento nuovi posti di lavoro alla Trigano Van di Paglieta, della multinazionale Trigano, leader europee nel settore della produzione di camper e van. La notizia arriva da Andrea De Lutis della Fiom Cgil, che plaude all'inversione di tendenza di una realtà in cui, commenta, "aziende e lavoratori riescono a trovare attraverso la discussione l’equilibrio che consente di aumentare il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori, di creare nuovi posti di lavoro e far sviluppare le aziende".

L'azienda ha optato per un cambio di strategia, rivolgendosi anche alla fascia di mercato low cost, nella quale il gruppo Trigano non era posizionato.

“Abbiamo dovuto rivedere nuovamente i piani, e oggi annunciamo un importante aumento degli investimenti e un’ulteriore espansione, con la crescita conseguente del numero dei nostri dipendenti - afferma Giancarlo Finizio, direttore dello stabilimento - il mercato dell’autocaravan è in forte sviluppo e l’Abruzzo risponde alle richieste di continua espansione che riguardano soprattutto il van, un prodotto più agile da gestire ed economicamente più accessibile rispetto ai classici camper”.

Il van ha come base il furgone Fiat Ducato, con tagli per finestre e oblò, allestito internamente come una casa in miniatura. Si tratta di un prodotto facile da gestire, destinato soprattutto alle coppie, ma anche a persone in pensione che decidono di acquisire più libertà di movimento. E nel Nord Europa viene sempre più utilizzato come ufficio mobile.

L’azienda abruzzese, che attualmente conta circa 300 dipendenti, a partire da gennaio vedrà il secondo stabilimento strutturato alla piena capacità e dedicato completamente alle gamme di fascia di prodotto più economiche, “Entry” ed “Easy”. I lusinghieri risultati raggiunti fanno della Triganovan un punto di riferimento industriale per l’intera regione.

“Si tratta del frutto di un intenso lavoro di squadra dove tutti hanno dato un apporto fondamentale”, afferma Finizio, “ora puntiamo ad adeguare celermente l’organico aziendale ai nuovi volumi, prevedendo un importante numero di assunzioni, principalmente di figure operaie con una buona predisposizione alla manualità, preselezionate attraverso agenzie sul territorio e successivamente formate”.

Il gruppo Trigano conferma in maniera concreta di credere nelle potenzialità che il territorio abruzzese offre e si dice pronto ad avviare un dialogo costruttivo con le istituzioni, prima tra tutte la Regione Abruzzo, per condividere e sostenere i piani di sviluppo dell’azienda in un momento di incertezza economica come quello causato dalla pandemia.

“Viviamo una situazione di mercato complessa - conclude Finizio - a cui si aggiunge il fatto che l’area geografica in cui operiamo rappresenta un punto di debolezza a causa della distanza logistica dal resto d’Europa. Ciò che occorre per non rallentare lo sviluppo industriale e per far crescere l’Abruzzo è il potenziamento delle infrastrutture legate ai trasporti, in modo da rendere il meno impattante possibile questa lontananza dall’Europa. È importante trovare una soluzione condivisa, come pure aprirsi a sostegni per la parte occupazionale. Stiamo investendo sulle persone in una situazione di mercato complessa legata alla pandemia Covid. La nostra non è una decisione scontata vista la difficoltà del lavoro d’impresa in piena crisi, ma è una decisione che portiamo avanti con fiducia nel futuro”.

Le nuove assunzioni sono partite a settembre e termineranno a dicembre. Già tra maggio e agosto c'erano stati altri 50 nuovi ingressi, per un totale di 150 nuovi posti di lavoro nel corso del 2020. 

Oggi alla Trigano Van sono occupate circa 300 persone, entro gennaio 2021 saranno 400. "In un anno e mezzo - commenta de Lutis - questo dato ci fa registrare un sostanziale raddoppio della forza lavoro che attualmente è distribuita in due stabilimenti, entrambi sul territorio di Paglieta".

A settembre, infatti, a pochi chilometri da quello principale, è stato aperto un nuovo stabilmento, dove è stata avviata la produzione della gamma di prodotto economica “Entry”. La struttura sorge su un'area di 105 mila metri quadrati, di cui 21 mila coperti grazie alla presenza di quattro capannoni.

"La creazione dei posti di lavoro, la loro tutela, lo sviluppo delle aziende e del territorio non passa solo per gli accordi sindacali - commenta l'esponente Fiom - nella nostra regione manca ancora tanto, una puntuale politica industriale e mentalità in prospettiva, urge da anni che le tante discussioni sulle infrastrutture trovino maggiore concretezza".

"Centinaia di aziende - aggiunge - pongono il problema infrastrutturale: per una regione che non si trova esattamente al centro dell’Europa non è un problema di secondaria importanza. Bisognerebbe facilitare lo scambio commerciale per contenere e combattere l‘inquinamento ambientale, per attrarre investimenti. In realtà ci troviamo sempre più spesso di fronte ad aziende che lasciano il territorio per le difficoltà e i costi scaturati da uno scambio commerciale non all’altezza del complesso insediamento industriale del nostro territorio. Questo per esempio è il caso della Cortubi che oggi sciopererà per otto ore anziché le quattro dichiarate a livello nazionale, nell’ attesa di un tavolo con l’ azienda che registra un ritardo di almeno due settimane".

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