L'arrosticino abruzzese "consacrato" al Salone del Gusto di Torino

Il marchio dell'arrosticino d'Abruzzo debutta al Salone del Gusto di Torino. Siglato il protocollo d'intesa. Finalmente uno dei prodotti identitari regionali più conosciuti al mondo ha il suo marchio

siglato a Torino il protocollo d'intesa per Buongusto: l'arrosticino d'Abruzzo

L’arrosticino di pecora da oggi ha un nome ufficiale: “Buongusto, l’arrosticino d’Abruzzo”. Il protocollo d’intesa per l’istituzione del marchio è stato sottoscritto  stamane a Torino, nel corso della nona edizione del Salone Internazionale del Gusto e Terra Madre,  tra Giunta Regionale - Direzione Agricoltura, Associazione Regionale Allevatori (ARA) e Accademia dell'Arrosticino d'Abruzzo (ACARB).

“Una certificazione di qualità per un prodotto inimitabile, rappresentante d’eccellenza della nostra cultura del cibo, che ci invidiano in tutto il mondo” commenta l’assessore regionale alle Politiche Agricole, Mauro Febbo, direttamente dal Lingotto fiere, dove l’Abruzzo è  presente con uno stand istituzionale e le migliori eccellenze regionali, insieme a 9 ristoratori.

“In questo modo – aggiunge - non solo riusciremo a dare un contributo reale alla promozione e alla valorizzazione ma anche a rendere l'arrosticino abruzzese unico e al riparo da possibili e fuorvianti imitazioni”.

LA STORIA L’arrosticino abruzzese, semmai avesse bisogno di presentazioni, viene nominato per la prima volta nel 1890 con la definizione di rustelle o ristelle, nei diari dei transumanti. Le sue origini risalgono ad alcuni secoli addietro nelle zone interne a ridosso del Gran Sasso e dell’area del Voltigno e in alcuni centri del Teramano. Attualmente si produce praticamente ovunque in tutto l'Abruzzo con la carne di pecora in tutte le sue parti migliori ed è da considerare uno dei principali "simboli distintivi" della cultura alimentare e agropastorale abruzzese. Il prodotto vive da alcuni anni a questa parte un preoccupante fenomeno di massificazione che ne sta disperdendo le originali caratteristiche organolettiche e culturali a vantaggio di una promiscuità dell'immagine stessa dell'arrosticino e di un cannibalismo commerciale che potrebbe determinare a breve la perdita dell'identità abruzzese. Questo ha reso necessaria un'azione immediata di tutela dell'arrosticino a vantaggio proprio dell'identità culturale e della tipicità abruzzese.

Come precisa Franco Cortesi, direttore tecnico ARA: “Il disciplinare rappresenta il punto dell’arrivo del lavoro di unione e collaborazione tra chi produce e che intende proporre il vero arrosticino d’Abruzzo: Gli arrosticini di qualità sono ottenuti esclusivamente dalla lavorazione di carni di ovini: nati ed allevati in aziende abruzzesi, macellati all'interno della stessa zona entro 48 ore dall'uscita dall'allevamento. Al macello inoltre, si verifica non solo l’origine, ma si controlla la qualità della carcasse”.

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