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Approvazione rendiconto 2014, Febo: "Chiediamo Commissario ad acta"

Il consigliere comunale torna a denunciare le conseguenze per l'amministrazione comunale: "Tutti i pagamenti disposti dal Viminale a favore degli enti locali - spiega - sono sospesi e questo aggraverà la situazione finanziaria dell'ente già in evidente difficoltà"

Il rendiconto del 2014 non è stato approvato in Comune e Luigi Febo vuole chiedere al Difensore Civico Regionale la nomina immediata di un Commissario ad acta.

“Saltata a piè pari la scadenza del 30 aprile, lo schema di rendiconto presenta una serie lunghissima di incongruenze e ignora le recenti norme contabili che, tra le altre cose impongono l’operazione di pulizie dei bilanci contestualmente all’approvazion" sottolinea il consigliere comunale del Pd.

“Solo dopo la diffida inoltrata dal Prefetto al Consiglio Comunale – ricorda Febo - la giunta Di Primio, il 22 maggio scorso, ha approvato lo schema che dovrebbe portare in Consiglio.Ma, alla luce di quanto relazionato dai revisori, i tempi si allungano e, come abbiamo già denunciato alla scadenza, le conseguenze per l’amministrazione della città sono gravissime. Tutti i pagamenti (in primis il Fondo di solidarietà)  disposti  dal Viminale a favore degli Enti locali  a favore degli enti locali sono sospesi e questo aggraverà la situazione finanziaria dell’ente già in evidente difficoltà”.

Il quadro è nero: a dimostrarlo, "l’utilizzo costante dell’anticipazione di Tesoreria, dai debiti in Bilancio e fuori bilancio, a cominciare dalle note situazioni debitorie verso l’Asm Chieti Solidale, verso la Teateservizi e verso l’Aca. Le previsioni di entrata – avverte infine Luigi Febo - risultano in molti casi spropositate rispetto agli accertamenti degli anni precedenti soprattutto sul fronte di alcuni tributi che l’amministrazione ha continuato testardamente a riproporre contro il parere di opposizione e Revisori.

Gli obiettivi imposti dal Patto di stabilità potrebbero essere seriamente compromessi qualora si procedesse nell’opera di riaccertamento dei residui richiesto dal legislatore”.

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