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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Economia

Cala il numero delle imprese: l'Abruzzo sotto la soglia nazionale, Chieti è la provincia più colpita

È quanto emerge da un report sul primo trimestre del 2022, redatto dall'economista Aldo Ronci, che evidenzia come in tre mesi si registri un -316, pari allo 0,21%, un dato 11 volte il decremento nazionale, che è stato dello 0,02%

In Abruzzo le imprese diminuiscono con un andamento di gran lunga peggiore rispetto a quello nazionale e Chieti è la provincia con il maggior numero di decrementi. È quanto emerge da un report sul primo trimestre del 2022, redatto dall'economista Aldo Ronci. 

Nel dettaglio, sono 316 le unità in meno, con un valore percentuale dello 0,21%, pari a 11 volte il decremento nazionale, che è stato dello 0,02%. Una flessione che posiziona l'Abruzzo al quartultimo posto nella graduatoria delle regioni d’Italia e al penultimo posto della graduatoria delle regioni del Mezzogiorno. 

Ad avere la peggio sono l'agricoltura, con 266 imprese in meno e la provincia di Chieti che segna il risultato peggiore (-122) e il commercio, che segna 272 attività chiuse, soprattutto nel Pescarese (-80). 

Fra gennaio e marzo del 2021, in Abruzzo c'era stata una flessione di 167 unità in Abruzzo, misura di gran lunga inferiore rispetto agli ultimi anni, pari allo 0,11%. Anche l'anno scorso, però, il valore fu peggiore di quello nazionale, che aveva invece segnato un incremento allo 0,08%. 

Arrivando al primo trimestre 2022, nella nostra regione, le iscrizioni sono state 2.283 e le cessazioni 2.599, per cui le imprese hanno subito un decremento di 316 unità. Il peggioramento si spiega con il fatto che da un lato continua la flessione delle iscrizioni (‐116) e dall’altro le cessazioni (+33) sono tornate a crescere dopo le forti contrazioni verificatesi negli anni precedenti legate all’ attesa dei ristori governativi.

A livello provinciale i decrementi più alti sono stati registrati a Chieti (‐129) e a Teramo (‐ 111), mentre risultano più tenui quelli di Pescara (‐49) e dell’Aquila (‐27).

Oltre a commercio e agricoltura, sono state colpiti anche i settori della ristorazione con 81 imprese in meno, con un decremento percentuale doppio rispetto a quello nazionale e con i dati più negativi a Pescara (‐28). Gli incrementi più alti si sono verificati nelle costruzioni, con 94 unità in più con i dati più positivi all’Aquila (+37) e a Pescara (+31); nelle attività scientifiche e tecniche con 83 unità in più con i risultati migliori all’Aquila (+33) e a Chieti (+32).

Per quanto riguarda la distribuzione delle attività economiche, l'Abruzzo nel I trimestre 2022 mostra in agricoltura un numero di imprese attive che rappresentano il 20% del totale, contro il 14% nazionale segnalando un eccesso di tali aziende; nei servizi un numero di imprese che rappresentano il 31% del totale a fronte del 35% nazionale segnalando una carenza di tali aziende; nelle attività di alloggio un numero di imprese attive che rappresentano l’1% del totale, pari a quello nazionale. 

Secondo quanto evidenziato dall'economista Ronci, i dati relativi al periodo fra gennaio e marzo 2022 mostrano la fotografia di un sistema imprenditoriale che perde pesantemente imprese soprattutto nel commercio e in agricoltura, che cresce moderatamente nella filiera dell’edilizia e dei servizi a essa collegati (servizi immobiliari e attività tecniche e scientifiche) e che comunque realizza risultati peggiori rispetto a quelli medi nazionali.

Il professionista prevede che la fine dell’emergenza Covid e quindi degli effetti dei provvedimenti collegati, la ripresa dell’obbligo di restituzione dei finanziamenti garantiti dallo Stato, gli incrementi dei prezzi dovuti alla guerra Russia Ucraina produrranno, in particolare in Abruzzo, un ulteriore calo di fatturato, un incremento del rischio di insolvenza e probabili nuove chiusure di attività. Per questo, è l'appello, le imprese hanno bisogno, a breve, di azioni straordinarie che diano certezze e respiro, mentre nel medio e nel lungo periodo hanno bisogno di un impegno a mettere in atto provvedimenti destinati a migliorare la loro competitività.

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