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Sabato, 20 Aprile 2024
Economia

Alta Velocità ferroviaria in Abruzzo, la Cisl: è una questione di diritto, non di mercato

Il commento all'A.D. del Gruppo Ferrovie dello Stato: "Si continua a confondere il diritto a collegamenti ferroviari veloci con ragioni di mercato che nulla hanno a che vedere col tema"

“Si continua a confondere il diritto degli abruzzesi a collegamenti ferroviari veloci con ragioni di mercato che nulla hanno a che vedere con il tema”. Filt Cgil e Fit Cisl Abruzzo commentano le recenti parole dell’A.D. del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, l'ingegner Mauro Moretti, che ha escluso per la Regione Abruzzo la possibilità di essere coinvolta nei collegamenti ad Alta Velocità.

“Per quanto ci riguarda riteniamo ineludibile un Accordo di Programma tra Regioni del basso adriatico e Ferrovie dello Stato Italiane con il quale blindare l’utilizzo di materiale ETR 500 sulla linea Adriatica fino a Bari una volta che saranno entrati in servizio sulle tratte commerciali i nuovi ETR 1000. E’ assurdo che in un Paese come il nostro non si tenga conto della necessità di una politica dei trasporti, e di relativi investimenti, che dia possibilità di sviluppo a tutti i territori ed è ancora più assurdo che questa politica ad oggi sia nelle mani di una Impresa Ferroviaria e non del Ministero”.

Per Filt Cgil e Fit Cisl il tema della presenza ferroviaria in Abruzzo assume contorni ancora più foschi se si analizza il recente contratto di programma 2012 - 2014 stipulato tra il Ministero dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana:

“Alle problematiche relative a Trenitalia, per le quali si sciopera a livello nazionale, si aggiunge la questione aperta dal contratto che sancisce l’arretramento definitivo a livello di infrastruttura ferroviaria della nostra Regione che tra l’altro, è bene ricordarlo, è la Regione Verde d’Europa. Il disimpegno in termini di investimenti e di miglioramento delle linee è stato certificato e questo non fa altro che acuire gli effetti negativi di un Piano Trasporti nazionale lasciato all’improvvisazione o di pseudo tecnici o di pseudo imprenditori del settore: questo l’Abruzzo non lo merita ed ha tutti i diritti, oltre che i numeri, per chiedere una drastica inversione di tendenza”.

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