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Inizia la progettazione della linea elettrica "invisibile" tra Abruzzo e Marche: è l'Adriatic Link di Terna

La nuova interconnessione, lunga complessivamente circa 285 chilometri e completamente invisibile, sarà costituita da un cavo sottomarino e da due cavi terrestri interrati e collegherà Cepagatti a Fano

Una linea elettrica "invisibile" tra Abruzzo e Marche, completamente interrata, lunga 285 chilometri, che collegherà in corrente continua Villanova di Cepagatti e Fano. 

È il progetto Adriatic link di Terna, presentato in conferenza stampa dal presidente della Regione Marco Marsilio, con l’assessore all’Energia, Nicola Campitelli, il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, ed il responsabile della Gestione dei processi amministrativi di Terna Adel Motawi. Alla presentazione hanno partecipato anche alcuni amministratori dei Comuni di Cepagatti, Spoltore, Cappelle sul Tavo, Montesilvano, Città Sant’Angelo e Silvi, le amministrazioni comunali interessate dal passaggio dell’infrastruttura.

“Un’opera strategica", l'ha definita Marsilio, assicurando che "la Regione si muoverà come garante del territorio nel rapporto tra Terna e le amministrazioni comunali coinvolte. Infatti, a breve, – ha aggiunto – queste ultime inizieranno, insieme ai cittadini più direttamente interessati, un dialogo con Terna, con l’obiettivo comune di rendere più resiliente e più forte il nostro territorio. Oggi annunciamo, quindi, l’intenzione di collegare due località e rafforzare la nostra dorsale, avendo già alle spalle il grande patrimonio di conoscenze e di esperienze che si è sviluppato in relazione alla centrale delle linea elettrica con il Montenegro. Il metodo operativo – ha continuato – è quello corretto con l’apertura di una pubblica discussione per mettere i cittadini nelle condizioni di conoscere gli obiettivi di fondo dell’intervento. Questo confronto con il territorio farà in modo in modo che il passaggio di queste infrastrutture avvenga nella maniera migliore possibile".

"Nello specifico, il progetto nasce per affrontare la carenza infrastrutturale di natura elettrica nel versante adriatico che rende necessario il raddoppio della linea tra le Marche e la Puglia. Un  argomento di grande attualità – ha aggiunto Marsilio – se si considera che  proprio con le Regioni Marche, Puglia e Molise abbiamo sottoscritto un protocollo per rappresentare in tutte le sedi istituzionali l’esigenza di portare questo settore della dorsale adriatica allo stesso livello di dotazione infrastrutturale di cui godono quello tirrenico e in generale le aree del mondo sviluppato. Un’esigenza che – ha concluso – si avverte anche a livello viario, portuale, ferroviario e aeroportuale”.

A partire dai prossimi giorni e, comunque, entro il mese di febbraio, compatibilmente con le limitazioni imposte dall’emergenza Covid-19 sul territorio, i tecnici di Terna incontreranno le amministrazioni e i cittadini per illustrare le ipotesi progettuali.

L’opera, considerata di rilevanza strategica per incrementare la capacità di scambio e favorire l’integrazione della produzione da fonti rinnovabili in tutta l’area Centro sud-Centro nord d’Italia, si rivela fondamentale per aumentare la sicurezza della trasmissione dell’energia elettrica dell’area. La nuova interconnessione, lunga complessivamente circa 285 chilometri e completamente invisibile, sarà costituita da un cavo sottomarino e da due cavi terrestri interrati. Dunque, nessun impatto per l’ambiente e due stazioni di conversione situate nelle vicinanze nelle rispettive stazioni elettriche esistenti di Fano e di Cepagatti.

Si tratta di un intervento per il quale Terna investirà oltre 1 miliardo di euro, con il coinvolgimento di circa 120 imprese e che si aggiunge agli investimenti previsti nelle due regioni che, nel complesso, ammontano in Abruzzo ad oltre 200 milioni di euro e nelle Marche ad oltre 130, in linea con il piano industriale 2021-2025 il cui impegno economico globale, pari a 8,9 miliardi di euro, sarà focalizzato sullo sviluppo e ammodernamento e la residenza nella rete elettrica italiana nei prossimi cinque anni.

Come ha spiegato l’assessore Campitelli, “la presentazione odierna si è svolta in contemporanea con una analoga che ha avuto luogo nelle Marche, anche perché si tratta di un’opera che interessa entrambi i territori. Un intervento di rilievo nazionale, che rientra nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) 2021-23 che ci vede pienamente favorevoli anche perché fornisce un contributo notevole nel farci andare nella direzione indicata dall’Europa e cioè del New Green Deal, della transizione ecologica e della decarbonizzazione. È ovvio però – ha concluso Campitelli – che non accetteremo imposizioni. Iniziamo, quindi, un percorso che ci dovrà portare ad avere un progetto condiviso con i sindaci e cioè le amministrazioni comunali e quindi con i cittadini ma dovrà essere sicuramente un progetto sostenibile sia dal punto di vista sociale che ambientale e per il quale dovranno essere adottare tecnologie all’avanguardia”.

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