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Lunedì, 29 Novembre 2021
Economia

L'Abruzzo e il Pnrr, Marsilio: "Operazione dirigista", Legnini: "Importante per ricostruzione"

il dibattito al convegno promosso da Confartigianato Chieti-L’Aquila

“Riguardo al Pnrr, spesso si favoleggia sulla pioggia di risorse che ne deriverebbero. Se si pensa che l’intero Piano nazionale di Ripresa e Resilienza vale circa 200 miliardi e che, ad oggi, le esigenze di ammodernamento del sistema infrastrutturale movimenterebbe un volume di circa 21 miliardi di euro solo per l’Abruzzo, si comprende come questo quadro di esigenze non sia possibile soddisfarlo con questi fondi. Perché poi vanno considerati anche gli altri settori a partire da sanità, innovazione, digitalizzazione, dissesto idrogeologico e molto altro ancora”.

A dichiararlo è stato il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, questo pomeriggio, a Chieti, in occasione di un convegno promosso da Confartigianato Chieti-L’Aquila in collaborazione con l’Università d’Annunzio e lo sportello d’informazione comunitaria Europe Direct Chieti. Iniziativa alla quale hanno preso parte anche l’europarlamentare Raffaele Fitto, il Commissario straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, Giovanni Legnini, il direttore Politiche economiche Confartigianato Imprese, Bruno Panieri, oltre al direttore generale Confartigianato Chieti L’Aquila, Daniele Giangiulli.

“Recentemente, nel corso di un incontro bilaterale con il ministro delle Infrastrutture Giovannini, – ha ricordato Marsilio – come Regione Abruzzo abbiamo presentato la lista delle esigenze infrastrutturali che occorrerebbe soddisfare per avere una regione efficiente e dinamica. Mi riferisco all’ammodernamento dei porti, allo sviluppo dell’aeroporto, ai collegamenti ferroviari, alle autostrade, agli interporti, a tutta la logistica, alle connessioni e a tutti i livelli di comunicazione che servono al nostro territorio per portarlo fuori dalla stagnazione dell’economia dopo anni e anni di sviluppo. Del resto, – ha proseguito – nessuna infrastruttura è stata più realizzata ma, a dire il vero, sul capitolo strade il Pnrr non solo non interviene ma addirittura scoraggia totalmente poiché nella filosofia ispiratrice del new green deal, dell’innovazione digitale e della transizione ecologica, la realizzazione di strade è qualcosa di vecchio, di superato. Ed allora per colmare questo gap – ha spiegato Marsilio – e realizzare alcuni interventi più tradizionali, abbiamo convinto il Ministro a fare degli investimenti sul fondo complementare dove c’è una maggiore libertà da parte dello Stato. Il Pnrr – ha concluso – resta, comunque, una operazione fortemente dirigista da parte del Governo e, a tal proposito, come emerso anche oggi nella Stato-Regioni, le Autonomie locali contestano il sistematico scavalcamento di ogni livello territoriale che, in diversi casi, appare anche in palese conflitto con le attribuzioni costituzionali”

Tema particolarmente importante se si parla di ricostruzione. A questa, infatti, il Pnrr ha dedicato un capitolo ad hoc con un finanziamento di 1 miliardo 780 milioni di euro. Quello che sarà messo in campo, ha quindi sottolineato il Commissario straordinario, Giovanni Legnini è "l'unico programma di sviluppo territoriale nell'ambito del Pnrr caratterizzato per il resto da misure verticale e settoriali. Si tratta di produrre uno sforzo straordinario con il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali e sociali". Due le macromisure cui si sta lavorando, ha quindi spiegato,e con cui si vuole far sì che la ricostruzione diventi un concetto più ampio, capace di fare dei luoghi posti "più attrattivi e sostenibili per provare ad invertire una tendenza storica che ha determinato lo spopolamento e l'impoverimento del tessuto e la struttura sociale e produttiva di aree che un tempo erano centri e borghi e attrattivi che attraversavano tutto il crinale dell'Appennino centrale".

Secondo Legnini "occorre posizionarsi nel modo giusto non solo per spendere bene le risorse, ma per produrre progettualità e iniziative migliori possibili. Io credo che in un momento straordinario ed eccezionale come questo bisogna acquisire consapevolezza piena che quella che abbiamo di fronte è una sfida senza precedenti per il contesto in quale esso si manifesta, per la rilevanza delle risorse e soprattutto per gli obiettivi che in ambito europeo e in ambito nazionale sono stati definiti. Non si tratta di semplice politica espansiva di investimenti pubblici e privati, ma di perseguire obiettivi ben precisi per la trasformazione economico e sociale del Paese".

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