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Cucina Vasto

I piatti della tradizione: il brodetto alla "uastareule"

Certificato con il Marchio di qualità, che è suggello della provenienza originale e della sua preparazione a regola d’arte, il brodetto alla vastese è una delle versioni esistenti in Italia di brodetti del mare Adriatico, tutte simili nell’origine e negli ingredienti principali, ma che si differiscono per piccoli particolari della ricetta e della preparazione

Certificato con il Marchio di qualità, che è suggello della provenienza originale e della sua preparazione a regola d’arte, il brodetto alla vastese è una delle versioni esistenti in Italia di brodetti del mare Adriatico, tutte simili nell’origine e negli ingredienti principali, ma che si differiscono per piccoli particolari della ricetta e della preparazione. 

Il brodetto alla “uastareule”, alla vastese, ha origine dalla cosiddetta “scafetta” che, a fine giornata lavorativa, l’armatore regalava ai pescatori. Dentro c’erano i pesci poveri dell’Adriatico, che poi i pescatori, sbarcati per tornare a casa, mentre risalivano verso il paese, offrivano ai contadini in cambio di alcuni ortaggi. E proprio da questa abitudine nasce la particolarità del brodetto vastese, che rappresenta il connubio fra i sapori del mare e quelli della terra. 

Altra particolarità che lo rende unico, è il fatto che, durante la cottura, il coperchio non viene mai alzato, ma rimane sempre ben chiuso e i pesci non sono girati, ma mossi esclusivamente con un movimento rotatorio effettuato prendendo la pentola dai due manici. Inoltre, è rigorosamente vietato aggiungere acqua, brodo o aceto, così come il soffritto. 

Il brodetto, per i vastesi è così importante da essersi conquistato una pagina sul sito istituzionale del Comune, dove Pino Jubatti, studioso di lingua e cultura locale, ha ricostruito le sue origini e la ricetta originaria.

Nel “vrudàtte”, come dicono i vastesi doc, vanno non meno di sei varietà di pesci pescati nel tratto di mare fra Ortona e Vasto, oltre a olio d’oliva locale, pomodori “mezzotempo” freschi, aglio, peperone verde dolce, prezzemolo, sale e, per i più audaci, un peperoncino rosso fresco e piccante. Il piatto si serve a tavola senza scoperchiare il coccio, accompagnato da pane abbrustolito e vino bianco. È un piatto unico, ma una volta finito il pesce, i più audaci mettono su l’acqua per la pasta, rigorosamente lunga, che viene poi servita nel coccio dov’era il brodetto.

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