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Il Natale si celebra anche a tavola: le ricette abruzzesi più gustose per il cenone

Dalla chitarra al sugo al brodo di cardone, fino ad arrivare a dolci tipici come il parrozzo e i tarallucci al vino bianco: ecco come viene imbandita la tavola durante le feste

In fatto di cucina, l'Abruzzo e la provincia di Chieti non hanno nulla da invidiare a cucine regionali più conosciute del Belpaese. Dai primi ai dolci, passando per deliziose pietanze a base di pesce, non c'è ricorrenza, nella nostra regione, che non venga degnamente onorata anche a tavola, seguendo la sapienza culinaria delle nonne, abituate a preparare pranzi e cenoni per famiglie numerose e di buona forchetta. 

Ecco dunque una rassegna di alcuni dei piatti più gustosi della tradizione natalizia, protagonisti della cena della Vigilia, del pranzo del 25 dicembre e di altre occasioni di festa tra i mesi di dicembre e gennaio. 

Il trionfo della gastronomia abruzzese, nel corso di tutto l'anno e soprattutto a Natale, sono i maccheroni alla chitarra, una sorta di spaghettoni all'uovo a sezione quadrata, da preparare preferibilmente con il classico telaio di legno di faggio. Una volta impastati e lasciati riposare a dovere, vanno conditi con un sugo ricco, preferibilmente di carne.

Nel corso del pranzo di Natale uno dei piatti principali è il brodo di cardone con le "pallottine". Non c'è casa abruzzese in cui non basti l'odore di questa pietanza ricchissima a dare subito l'idea della festa e della famiglia. Le ricette sono tantissime, in base alla tradizione familiare e al gusto, ma due ingredienti restano costanti: il cardo e le polpettine, tutte di uguali dimensioni, da gustare insieme. 

I più coraggiosi, dopo aver già onorato la tavola con i primi due primi, decidono di osare anche con il timballo all'abruzzese, che può essere una valida alternativa ai maccheroni alla chitarra. Anche in questo caso, le sfoglie di pasta all'uovo si abbinano perfettamente a un succo di carne saporito. 

Arrivati alla fine di un pasto decisamente ricco, non si può certo rinunciare al dolce. Quello onnipresente è il parrozzo, che in appena un secolo di vita si è imposto come uno dei dessert più amati dagli abruzzesi. Ispirato nella forma e nel colore al "pane rozzo" preparato un tempo dai contadini con la farina di mais, il suo nome viene dal genio del Vate, il poeta Gabriele d'Annunzio, che ne ricevette un assaggio nella sua residenza di Gardone Riviera dal pasticcere Luigi D'Amico, il "papà" del parrozzo.

Tipici della provincia di Chieti sono i taralli al vino bianco, dolcetti croccanti fuori e morbidi all'interno, che possono essere gustati a fine pasto, magari con un digestivo, oppure utilizzati per la colazione, inzuppati nel latte.

Non è Natale se non ci sono i "calcionetti", preparati diversi giorni prima del 25 dicembre, spesso vengono utilizzati come pensiero da regalare, preparati in cestini eleganti e colorati. Il ripieno tradizionale impone la marmellata di uva o di ceci, ma non mancano varianti più "moderne", come la crema o il cioccolato.

Per chi preferisse il cenone della Vigilia, o i piatti della tradizione a base di pesce, non può mancare il baccalà fritto in pastella, possibilmente accompagnato da ottimo vino bianco, rigorosamente abruzzese.

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