Cronaca

Discarica Casoni, Wwf: "La Val Pescara non è la valle dei rifiuti"

La notizia che per far fronte alla situazione di difficoltà di Pescara si vorrebbero trasferire i rifiuti della città adriatica nella discarica di Casoni preoccupa il Wwf Chieti: per l’ennesima volta un problema, noto e facilmente prevedibile nei suoi sviluppi, viene affrontato con una logica emergenziale senza far nulla per cambiare lo stato delle cose

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

La notizia che per far fronte alla situazione di difficoltà di Pescara si vorrebbero trasferire i rifiuti della città adriatica nella discarica di Casoni preoccupa il Wwf Chieti: per l’ennesima volta un problema, noto e facilmente prevedibile nei suoi sviluppi, viene affrontato con una logica emergenziale senza far nulla per cambiare lo stato delle cose.

Sin dal 2008 l'UE ha stabilito, con la direttiva 98, che l'Europa deve diventare la “società del riciclo”. L'art.4 della Direttiva, quello sulla “gerarchia dei rifiuti”, dice chiaramente che bisogna fare di tutto per prevenire la produzione di rifiuti, poi prepararli per il riutilizzo ed assicurare il riciclaggio. Nel preambolo della Direttiva si può leggere: “nella risoluzione del 24 febbraio 1997 sulla strategia comunitaria per la gestione dei rifiuti il Consiglio ha confermato che la priorità principale della gestione dei rifiuti dovrebbe essere la prevenzione ed il riutilizzo e il riciclaggio di materiali dovrebbero preferirsi  a qualsiasi altra soluzione". L'Unione Europea ormai non parla più di obiettivi di raccolta differenziata, ma di obiettivi di effettivo riciclo e riutilizzo di oggetti e materia. In altri termini, la Direttiva individua nel fine (il riciclaggio) e non nel mezzo (le forme di raccolta) il punto centrale della propria politica di minimizzazione dei rifiuti.

L’Abruzzo è in ritardo e ancora di più lo è la Provincia di Chieti che tuttora non ha neppure approvato il suo Piano Provinciale dei Rifiuti, strumento essenziale di pianificazione e di programmazione, che dovrà, in linea con le direttive europee, necessariamente puntare a una progressiva e rapida riduzione con l’obiettivo finale rifiuti zero.

In concreto bisogna sostenere la progettazione e la produzione di prodotti totalmente riciclabili, riutilizzabili e riparabili; incentivare il riuso, la riparazione di oggetti e scelte di vita che diminuiscano la percentuale di scarti (es. vuoto a rendere; uso di prodotti alla spina); strutturare un sistema di raccolta che aumenti la quantità di materiale differenziabile e ottimizzi la qualità del materiale da riciclare, diminuendo contestualmente la quantità di rifiuti prodotti.

Rifiuti Zero è una strategia possibile, alla quale nel settembre dello scorso anno avevano già aderito 56 Comuni italiani, per un numero complessivo di circa due milioni di abitanti.

“Non è concepibile – dichiara Nicoletta Di Francesco, presidente del Wwf Chieti - continuare ad accumulare grandi quantità di rifiuti nelle discariche né tantomeno bruciarli mettendo a rischio la salute dei cittadini. Bisogna invece a tutti i livelli dare concreta attuazione a quello che già è previsto nella normativa europea, italiana e abruzzese. A Chieti il passaggio al sistema di raccolta porta a porta ha determinato notevoli benefici, consentendo in breve di raggiungere una percentuale di raccolta differenziata del 61,42% nel dicembre scorso, 58,77% in media nell’ultimo trimestre del 2011 (dati ufficiali del Comune). Tuttavia si può e si deve fare molto di più. Non è intanto possibile danneggiare ulteriormente i cittadini di Chieti e quelli di Casoni in particolare, che da anni differenziano, penalizzando la loro zona per inadempienze altrui. Riduzione, riuso, riciclaggio finalizzato al recupero di materia sono alcuni dei naturali ingredienti di una strategia complessa e articolata di gestione sostenibile che tutti i Comuni in Abruzzo dovrebbero perseguire con convinzione per ridurre progressivamente i loro rifiuti sino al livello zero senza cercare invece la scorciatoia di nuove discariche da colmare per nascondere anche la loro inefficienza nell’affrontare un problema oggi vitale e indilazionabile per qualsiasi amministrazione.  È urgente passare dalla società dell’usa e getta a quella del riuso e del riciclo: non abbiamo più tempo da perdere. Bisogna infine evitare che la Val Pescara, con le sue numerose discariche, comprese quelle abusive interrate o a cielo aperto, con i suoi tanti impianti di trattamento cui se ne vorrebbero  aggiungere diversi altri al di là e al di qua del fiume, possa diventare la Valle dei Rifiuti con una perversa filiera  a tutto vantaggio di chi per la propria attività dipende dalla “materia prima” rifiuto e a totale svantaggio della stragrande maggioranza dei cittadini”.

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