Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Centrale a biomasse in Val Pescara: rischi anche a Chieti

La presidente del Wwf Chieti, a proposito della realizzazione dell'impianto a Vallemare, nel comune di Cepagatti, recentemente autorizzato dalla regione, sottoliena i rischi per la salute dei cittadini, anche a Chieti

La Regione ha autorizzato la realizzazione di un impianto a biomasse sulla strada provinciale Vallemare, nel comune di Cepagatti

L’impianto, che impiegherebbe oli vegetali come combustibile per la produzione di energia elettrica,  preoccupa i cittadini della Val Pescara e quei pochi teatini che ne sono a conoscenza, dal momento che, come ironizza il Wwf,  “l’aria non ha confini”.

In zona sono apparsi negli ultimi tempi striscioni di protesta, come quelli a ridosso del ponte delle Fascine, ad esempio. Il presidente del Wwf Chieti, Nicoletta Di Francesco, si chiede dunque se gli abitanti di Chieti siano informati  sui pericoli per la loro salute che possono arrivare dall’altra sponda del fiume Pescara.

l  sindaco di Chieti, che non ha partecipato alle varie assemblee organizzate dal Wwf, ha comunque espresso la propria solidarietà ai cittadini che vivono sulla sponda destra del fiume Pescara.

“Considerando che l’aria non ha confini politici, l’associazione si chiede se il sindaco e il presidente della Provincia di Chieti siano stati debitamente informati di quel che sta accadendo a Vallemare di Cepagatti – continua Nicoletta Di Francesco -  se abbiano avuto modo di esprimere i propri pareri nelle sedi opportune e se abbiano messo in atto azioni per contrastare questi interventi”.

Il Wwf condanna quei processi decisionali, che determinano il futuro delle comunità senza però coinvolgere le stesse.

Troppe, le piccole e grandi centrali che ultimamente proliferano lungo la Val Pescara: “Strutture simili una volta autorizzate facilmente possono far lievitare la produzione e una volta esauriti gli incentivi, riservati esclusivamente ai privati, potrebbero essere convertite e utilizzate anche per bruciare rifiuti – avverte la presidente del Wwf - Gli impianti che bruciano biomasse del resto, anche per il CNR, sono a tutti gli effetti degli inceneritori. Non dimentichiamo che l’area interessata dall’ennesimo progetto rientra in una zona di risanamento”.

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