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Il Wwf: cumuli di terra alti più di due metri a pochi passi dal fiume Pescara

Chi si è recato sul posto si è trovato di fronte cumuli di terra alti anche più di 2 metri, con conseguente aumento del rischio, l'associazione: "Gli allarme alluvione non hanno insegnato niente"

Il Wwf Abruzzo torna a segnalare la presenza di cumuli di terra sulla sponda del fiume Pescara, a Santa Filomena, nei pressi del Megalò. Attraverso un viaggio virtuale su Google Earth, percorrendo sulla sponda destra la strada golenale verso Pescara,  poco dopo il ponte che porta a Villanova, l'associazione ha osservato una sorta di labirinto di canali. Chi si è recato sul posto si è trovato di fronte cumuli di terra alti anche più di 2 metri con all’interno canali di acqua e fango, in molti punti i riporti di terra sono recenti, anche se il labirinto è sicuramente presente almeno dal 2005.

"È ormai ben noto che i terreni a margine del fiume Pescara sono stati a lungo utilizzati come discarica. Sulla sponda destra- ricordano i volontari -  nell’area che va da Megalò a San Martino, negli anni sono stati sotterrati di rifiuti urbani e industriali. A partire dall’ottobre 2009 una ordinanza del sindaco di Chieti  ha vietato in quella zona ogni forma di movimentazione terra, pascolo, ecc.. Più o meno nella stessa area la costituzione da parte della Regione del Sito di Interesse Regionale (SIR), denominato Chieti Scalo,  ha stabilito la necessità di “caratterizzare” i luoghi ed eventualmente procedere alla loro bonifica".

I ricorrenti “allarme alluvione” di questi giorni riportano l’attenzione sul fatto che ad oggi nessun provvedimento è stato assunto per cominciare gradualmente a liberare i fiumi dal cemento, mentre si continuano a ipotizzare nuovi insediamenti a ridosso dei corsi d’acqua.

“Ci chiediamo chi all’interno del SIR,  possa permettere la movimentazione e un accumulo di terra che nei fatti costituisce una barriera e un aumento del rischio in altre zone. Siamo peraltro in un’area che sulla Carta della Pericolosità Idraulica, stilata dall’Autorità dei Bacini della Regione Abruzzo, è in gran parte di colore blu (“pericolosità molto elevata”) e che sulla carta del Rischio Idraulico, sempre dell’Autorità dei Bacini, risulta colorata soprattutto in rosso  (rischio massimo, R4,  “danno potenziale molto alto”). Abbiamo segnalato la cosa al Genio Civile - dice il presidente del Wwf Chieti, Nicoletta Di Francesco - che si è subito attivato per le opportune verifiche. Intanto però ci domandiamo come sia possibile che le autorità cui spetta concedere/rinnovare permessi e/o di vigilare abbiano consentito che tutto sia rimasto inalterato, soprattutto dopo la piccola alluvione del dicembre 2013 che avrebbe dovuto quantomeno far scattare un campanello d’allarme anche dalle nostre parti. È una domanda per la quale il Wwf e credo tutti i cittadini vorrebbero avere qualche convincente risposta”.

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