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Non si ferma la battaglia del Wwf contro Megalò 2: "Inaccettabile unire il progetto a quello dell'argine"

L'associazione chiede che il Comitato Via obblighi la ditta proponente a portare avanti unicamente il progetto di messa in sicurezza, esaminato sulla base alla sua rispondenza con quanto prescritto dal Genio Civile, bocciando qualsiasi ulteriore intervento

Continua la ferma opposizione del Wwf Chieti - Pescara alle cementificazione delle zone di esondazione del fiume Pescara. Le osservazioni dell'associazione sono state pubblicate sul sito della Regione oggi, ma il documento - in opposizione al progetto “Opere di messa in sicurezza ai fini idraulici dell’area Prusst 7-93 e modifica planimetrica dell’intervento edilizio a completamento con la realizzazione di edifici commerciali no food” proposta dalla Sirecc srl di Imola (Bologna) e questa volta anche dalla Sile Costruzioni srl di Barzana (Bergamo) - era stato inviato al Comitato Via il 30 settembre scorso.

Il Wwf ha contestato in via preliminare l’unificazione in un medesimo progetto di due interventi totalmente scollegati tra loro. La messa in sicurezza dell’area Prusst è infatti prescritta dal Genio Civile in quanto indebitamente non attuata nella precedente fase di cantiere, relativa alla costruzione, in zona di esondazione del fiume Pescara, del centro commerciale Megalò e non può essere collegata a nuove costruzioni. "Appare – sottolinea Nicoletta Di Francesco, presidente del Wwf Chieti Pescara - decisamente incongruo voler usare una propria manchevolezza (la realizzazione dell’argine senza rispettare i dettami del progetto a suo tempo approvato) per giustificare una ulteriore e fortemente impattante colata di cemento. Il “parere favorevole” del marzo 2016 rilasciato dall’Autorità dei Bacini, più volte richiamato dal progettista, non riguarda affatto la costruzione di nuovi edifici ma esclusivamente gli interventi di messa in sicurezza in accordo con quanto disposto dal Genio Civile con una apposita ordinanza, mentre i precedenti pareri erano stati saggiamente revocati".

Nelle osservazioni si ricorda quello che, per il Wwf, è il vizio d’origine che caratterizza tutte le opere strutturali ed infrastrutturali ad oggi realizzate e funzionanti all’interno di un’ansa del fiume Pescara: il centro commerciale, la viabilità extraurbana, l’argine e il parcheggio ad uso pubblico. Tutti questi interventi non sono mai stati sottoposti a preventiva valutazione di impatto ambientale, in virtù della esenzione stabilita da una legge (art. 36 della L.R. n. 7/2002, come poi modificata dall’art. 184 della L.R. 26.4.2004 n.15, abrogata dalla L.R. n. 18.8.2004 n. 32) rimasta in vigore solo per 4 mesi e comunque non applicabile, essendo in contrasto con la normativa statale e comunitaria.

"Il completamento e l’adeguamento dell’argine - dice il Wwf - rappresentano unicamente un intervento di messa in sicurezza dell’esistente e non certo la premessa per aggravare la situazione con ulteriori interventi urbanistici in una area che, come le sempre più frequenti alluvioni che si verificano nel nostro Paese dovrebbero insegnarci, dovrebbe essere invece liberata dalle costruzioni esistenti, di cui sarebbe saggio prevedere la graduale delocalizzazione".

Secondo il Wwf, inoltre, i documenti amministrativi cui si fa riferimento risalgono a oltre un decennio fao e andrebbero rivisti alla luce di una situazione oggi profondamente mutata. Così come continua a cambiare il progetto che, per l'associazione ambientalista, andrebbe nuovamente esaminato nel dettaglio. Infine, invita a tener conto di possibili collocazione alternative per il centro commerciale, in aree non soggette alle periodiche esondazioni del fiume. 

"Nella sintesi non tecnica del progetto - dice il Wwf - si sostiene che l’insediamento, semmai malauguratamente realizzato, offrirebbe 'benefici sul territorio di natura ambientale'. Una affermazione sconcertante che non crediamo ci sia bisogno di confutare. Stesso discorso a proposito di un altro presunto vantato beneficio: lo 'sviluppo e qualificazione del patrimonio commerciale di Chieti'. Una affermazione del tutto incongrua come dimostra la ferma opposizione contro Megalò e le sue proliferazioni da parte delle principali organizzazioni locali del commercio e della piccola attività artigianale".

Il Wwf anche e soprattutto in base al principio di precauzione, chiede che il Comitato Via obblighi la ditta proponente a portare avanti unicamente il progetto di messa in sicurezza, esaminato sulla base alla sua rispondenza con quanto prescritto dal Genio Civile, bocciando qualsiasi ulteriore intervento edificatorio nel sito, dannoso sia per l’ambiente che per gli interessi della collettività.

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