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Il Wwf Abruzzo traccia il bilancio di un anno di battaglie per l'ambiente

Sconfitte, vittorie e ancora molti fronti su cui lottare per rendere l'Abruzzo più rispettoso del suo verde

Sono state decine e decine le attività che le quattro organizzazioni locali del Wwf (Abruzzo Montano, Chieti-Pescara, Teramo, Zona Frentana e Costa Teatina), coordinate dal delegato regionale, hanno portato avanti insieme alle sei Oasi (Oasi dei Calanchi di Atri e Oasi affiliata del Fosso Giardino in provincia di Teramo, Oasi del Lago di Penne in provincia di Pescara, Oasi delle Gole del Sagittario in provincia di L’Aquila, Oasi delle Cascate del Rio Verde e Oasi del Lago di Serranella entrambe in provincia di Chieti) e ai tanti Centri di Educazione all’Ambiente del Panda presenti in regione, nel corso del 2018. E stamani, l'associazione ambientalista ha presentato alla stampa i risultati del suo impegno. 

Racconta Luciano Di Tizio, delegato Wwf Abruzzo: 

Come ogni anno, il Wwf con i suoi volontari ha provato a fare la differenza. Grazie a loro siamo intervenuti su tutte le principali vertenze regionali. All’opera di denuncia e contrasto, abbiamo accompagnato anche quella di informazione: attraverso l’educazione ambientale nelle nostre Oasi e nelle scuole, abbiamo avvicinato migliaia di ragazze e ragazzi, mentre in tanti incontri pubblici abbiamo potuto confrontarci con ricercatori ed esperti su tematiche ambientali. I nostri legali hanno patrocinato l’associazione come sempre gratuitamente anche in processi molto difficili, le guardie Wwf sono state impegnate sul territorio in decine di controlli e gli operatori delle nostre Oasi hanno permesso la gestione di alcune tra le più belle riserve regionali. A tutti i nostri volontari va un grande “grazie”, perché la forza di un’associazione è data dal sostegno dei soci e dal lavoro degli attivisti: invitiamo tutti ad aderire al WWF e diventare volontari in difesa dell’ambiente della nostra regione.

L’impegno dell’associazione ha spaziato in tanti settori dalla caccia alle aree protette, dal mare al consumo del suolo, dal verde urbano alla tutela dell’orso marsicano… In ognuno di questi campi si sono registrati problemi, ma anche importanti vittorie.

Dichiara Dante Caserta, vicepresidente del Wwf Italia:

È veramente difficile individuare i settori che presentano maggiori criticità. Volendo scegliere tre situazioni esemplificative, non si può che partire dalla salvaguardia dell’Orso Bruno marsicano, che richiede un impegno maggiore da parte di tutti: il pericolo di vedere estinguersi questa specie è reale e il tempo a nostra disposizione per invertire la tendenza è poco. L’Abruzzo merita poi un rilancio del suo sistema di parchi e riserve: ritardi nell’individuazione di presidenti e direttori, incertezze sui fondi oltre ad una mancanza di visione complessiva negli ultimi anni hanno un po’ appannato il modello-Abruzzo di promozione e gestione delle aree naturali protette. E infine il mare: l’inquinamento da plastica ha raggiunto livelli preoccupanti aggiungendosi a quello più “tradizionale”. La salvezza del mare dipende da quello che faremo a terra e tutti dobbiamo fare la nostra parte.

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