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Abusi sulle figlie e maltrattamenti in famiglia: finisce in manette grazie alla denuncia della più piccola

L’uomo è un 46enne di origini campane, trasferitosi a Vasto con la famiglia da circa un anno. Oltre alla ragazzina di 14 anni, a subire le angherie del padre orco c'erano una ragazza di 19 anni e un bambino più piccolo

Una vecchia canzone è stata la molla, per una ragazzina, per liberarsi di un peso troppo grande, ma difficile da rivelare. Eppure, dopo un lungo percorso iniziato grazie alla sensibilità di un’insegnante e al lavoro di investigazione della polizia di Stato, l’incubo è finito: il padre della giovanissima è finito in manette con un’accusa odiosa, violenza sessuale aggravata e maltrattamenti in famiglia

L’uomo, un 46enne di origini campane, trasferitosi a Vasto con la famiglia da circa un anno, è finito in manette questa mattina (venerdì 4 novembre). Ma assicurarlo alla giustizia sarebbe stato impossibile senza il coraggio della sua figlia più giovane, oggi 14enne. Oltre a lei, a subire le angherie del padre orco c'erano una ragazza di 19 anni e un bambino più piccolo.

Secondo quanto raccontato in conferenza stampa dal vice questore Alessandro Di Blasio, la giovanissima sarebbe scoppiata in lacrime ascoltando “Mary”, canzone firmata dal gruppo Gemelli Diversi nel 2003. Un pezzo di musica leggera dalle tematiche importanti, che racconta la storia di una giovane che fugge dalla violenza paterna e, nel ritornello, recita una frase inconfondibile “quella bestia non è il tuo papà”. Così, la ragazzina si è confidata prima con un’amica, poi con un’insegnante, che l’ha convinta a raccontare tutto alla polizia. 

Il percorso è stato lungo e delicato, ma ha fatto emergere una realtà insopportabile. Secondo quanto denunciato dalla ragazzina e accertato dagli investigatori, da almeno tre anni il capofamiglia rivolgeva attenzioni sessuali alla sua figlia minore e alla più grande. Appena restava da solo con la ragazzina, si lasciava andare a palpeggianti nelle parti intime. Inoltre, frequentemente era violento anche con la propria moglie. Le ragazze si erano rivolte alla madre, che però si era sempre rifiutata di intervenire, tanto che al momento si sta vagliando anche la sua posizione

Dopo l'intervento delgi agenti di polizia, la ragazzina è stata affidata a una struttura protetta, mentre la grande, maggiorenne, viveva già da sola. 

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